Irma Brandeis (1905 – 1990) è stata una scrittrice e docente statunitense.
[modifica] BiografiaNata in una ricca famiglia ebraica newyorkese di origine austro-boema, compie studi letterari, in particolare di letteratura italiana e danteschi, e insegna al Sarah Lawrence College e alla Columbia University. Nel '33 conosce Eugenio Montale a Firenze durante un viaggio estivo, e nasce una storia d'amore destinata a concludersi definitivamente nel '38; la storia è peraltro vissuta da Montale contemporaneamente a quella con Drusilla Tanzi, con cui il poeta si sarebbe sposato agli inizi degli anni sessanta. Nel '39 cessa anche il loro intenso scambio epistolare, ripreso fugacemente da Eugenio nel 1950 solo per chiederle il permesso di inviarle la sua opera omnia, ma a cui Irma non poté dare alcun esito.[2] [modifica] Irma-CliziaMontale idealizza la figura di Irma, chiamata con il soprannome-senhal di Clizia, soprattutto ne Le occasioni, come Visiting angel capace di ridare senso alla sua vita e a confrontarsi con i suoi drammi esistenziali. La storia epistolare del loro amore è stata recentemente divulgata nell'opera Lettere a Clizia (2006), in cui tra le altre cose Eugenio scrive ad Irma di due tentativi di suicidio da parte di Drusilla, compiuti per scoraggiarlo dall'idea di una sua eventuale partenza per New York dalla stessa Brandeis.[3] L'ultima lettera di Irma in nostro possesso esprime il suo sentimento e il suo disperato disappunto: "Purtroppo, io ti amo. Ogni cosa che fai per farti del male, la fai anche a me. Non posso sopportare questa nostra vita dolente e poco eroica, ridicola quasi, ma vedo che ormai è troppo tardi per porvi rimedio..." [4] [modifica] Voci correlate[modifica] Note
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