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Menashe Kadishman, Falling Leaves, Jüdisches Museum, Berlino. Si noti, tra le varie chiavi di lettura, l'allusione alla omonima canzone oppure all'olocausto. In questa come in altre opere, gioca un ruolo di primo piano la sistematica ripetizione di un semplice elemento di una data forma: questa linea di tendenza è abbastanza chiara nell'arte di molte installazioni e crea un collegamento con la corrente del minimalismo.
Per installazione si intende un genere di arte visuale sviluppatosi a partire dagli anni settanta. L'installazione è in genere un'opera d'arte tridimensionale non mobile, che comprende media e forme espressive qualsiasi natura per creare, da parte dell'osservatore una particolare esperienza in un determinato ambiente. È imparentata a forme di arte come la scultura e la Land Art. Le sue origini sono legate alle espressioni artistiche dell'arte moderna intesa nel senso classico, dunque nei suoi sviluppi durante la prima metà del XX secolo: si pensi ai lavori dell'artista tedesco Kurt Schwitters e del russo El Lissitzky.[1] Schwitters, tra l'altro, aveva sviluppato la tecnica del collage fino al punto di renderla tridimensionale integrando interi oggetti nell'opera e facendone quindi una specie di installazione in miniatura, detta assemblage; egli intendeva riunire le varie forme di espressione artistica in una sola opera d'arte, similmente a quanto faceva Oskar Schlemmer, il quale mirava dal canto suo ad una sintesi tra pittura ed architettura. Un altro precedente fondamentale venne inoltre dal cosiddetto ready-made di Marcel Duchamp,[2] dal quale l'installazione ha preso la sua impronta tendenzialmente concettuale. La tendenza, da parte di questi artisti, ad usare materiali deliberatamente poveri o quotidiani si riscontra ripetutamente anche nell'installazione. Va detto che questa forma di arte si è notevolmente differenziata nel corso dei decenni, e che con il termine di installazione si possono oramai indicare lavori d'arte assai diversi tra di loro. Ciò è dovuto proprio alla natura piuttosto concettuale e astratta dell'opera, la quale non è legata ad una particolare forma di espressione. Resta comunque il fatto che molto spesso l'opera viene concepita come un insieme di oggetti installati in un ambiente. Oltre agli oggetti trovano ampio uso i più disparati materiali modellati, forgiati o scolpiti.
Installazione di nudi organizzata da Spencer Tunick a Città del Messico, 2007. Fondamentale per questa opera è l'uso della fotografia. Si l'uso inoltre del corpo umano come mezzo di espressione; del resto non è raro che anche i corpi di animali imbalsamati vengano utilizzati come materiale principale per un'installazione.
Installazione di luci di Dan Flavin a Gelsenkirchen, 2004. I diversi media utilizzati in un'installazione possono andare dall'internet alla luce, dalla performance alla scultura, dal suono all'immagine.
Installazioni di prestigio vengono oggi regolarmente esposte alla Biennale di Venezia e alla documenta di Kassel. Dato che il video è uno dei media preferiti da diversi anni, questo tipo di arte è ormai strettamente legato alla videoarte. [modifica] Alcuni artisti[modifica] Note[modifica] Voci correlatel'enciclopedia is a Wikipedia mirror. |