La Germania, ufficialmente Repubblica Federale di Germania (in tedesco: Bundesrepublik Deutschland), è uno stato dell’Europa occidentale. Confina a nord con la Danimarca ed è bagnata dal mare del Nord e dal mar Baltico, ad est confina con la Polonia e la Repubblica Ceca, a sud con Austria e Svizzera, e ad ovest con Francia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi. Il territorio della Germania copre una superficie di 357.021 km² ed è influenzato da un clima temperato. Con oltre 82 milioni di abitanti, è il più popoloso tra gli stati membri dell'Unione europea, e per destinazione dell’immigrazione internazionale è il terzo paese al mondo.[2] La regione denominata oggi Germania fu abitata da diversi popoli germanici, conosciuti e documentati già dal 100 a.C. A partire dal X secolo questi territori tedeschi costituirono la parte centrale del Sacro Romano Impero che si protrasse sotto varie forme fino al 1806. Nel corso del XVI secolo, il nord della Germania divenne il centro della Riforma protestante. Come moderno stato nazionale il paese venne unificato nel 1871 dopo la Guerra franco-prussiana. Nel 1949, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Germania venne divisa in due stati separati – Repubblica Democratica Tedesca (Germania Orientale) e Repubblica Federale di Germania (Germania Occidentale) - lungo le linee di occupazione alleate. I due stati si riunificarono solo nel 1990. La Germania Occidentale fu un membro fondatore della Comunità economica europea (CEE) nel 1957 (che divenne Unione europea nel 1993). Partecipa dal 1995 agli accordi di Schengen e ha adottato la moneta europea, l'euro, nel 2002 in sostituzione del marco tedesco (Deutsche Mark - DM). La Germania è una repubblica federale parlamentare da sedici stati (Länder). Capitale e maggiore città per numero di abitanti è Berlino. La Germania è altresì un membro delle Nazioni Unite, della NATO, del G8, del G4, e firmatario del protocollo di Kyoto. E’ una delle più grandi potenze economiche del mondo, con la terza più grande economia in termini di PIL nominale e la quinta in termini di parità di potere d'acquisto. E' il più grande paese esportatore ("Exportweltmeister") e il secondo importatore di merci. In termini assoluti, la Germania assegna il secondo più grande bilancio annuale in aiuti allo sviluppo internazionale,[3] mentre le sue spese militari la classificano come sesta. [4] Il paese ha sviluppato un elevato standard di vita e detiene una posizione chiave negli affari europei oltre ad una moltitudine di strette partnership a livello globale.[5] La Germania è riconosciuta come leader in vari settori scientifici e tecnologici.[6]
[modifica] Storia
[modifica] Popolazioni germaniche
Espansione dei germani (750 a.C.-1 d.C.).
Provenienti dalla Scandinavia meridionale e dalla Germania settentrionale, alcune tribù germaniche iniziarono l’espansione verso sud, est e ovest intorno al I secolo a.C., entrando in contatto con tribù celtiche della Gallia come pure popolazioni baltiche, e slave dell’Europa orientale. Poco si conosce delle fasi iniziali e più antiche della storia germanica, se non per mezzo degli interscambi e interazioni con l'Impero romano, ricerche etimologiche o ritrovamenti di reperti archeologici.[7] Sotto Augusto, il generale romano Publio Quintilio Varo iniziò l’invasione della Germania (un termine usato dai romani per definire un territorio compreso tra il Reno e gli Urali), e fu in questo periodo che le tribù germaniche entrarono maggiormente in contatto con le tattiche militari romane, pur mantenendo la loro identità tribale. Nel 9 a.C. tre legioni romane guidate da Varo vennero respinte dai Cherusci di Arminio nella battaglia della foresta di Teutoburgo. Tutto il territorio oltre il corso del Reno e del Danubio, rimasero quindi al di fuori del mondo romano. Dal tempo di Tacito, dal 100 a.C., tribù germaniche abitarono costantemente lungo il Reno e il Danubio (il Limes Germanicus), occupando la maggior parte delle regioni dell’odierna Germania. Il III secolo vide l'emergere di un gran numero di tribù germaniche: Alemanni, Franchi, Chatti, Sassoni, Frisoni, Sigambri e Turingi. A partire dal 260, le popolazioni germaniche ruppero il Limes e attraversando ripetutamente e ad ondate successive la frontiera del Danubio diffondendosi nelle terre sotto il controllo romano.[8] [modifica] Sacro Romano Impero (962-1806)
Questa regione dell’Europa fu dominata da un impero medievale risultante dalla divisione dell’Impero carolingio nel 843 (precedentemente fondato da Carlo Magno il 25 dicembre 800), ed esistito sotto varie forme fino al 1806, con un territorio che si estendeva dal fiume Oder nel nord fino alla costa mediterranea a sud. Spesso denominato come Sacro Romano Impero (o l'Antico Impero), venne ufficialmente chiamato Sacro Romano Impero Germanico (Sacrum Imperium Romanum Nationis Germanicæ') a partire dal 1448, per adeguare il titolo ad un territorio più ridotto. Sotto il regno della dinastia ottoniana di Sassonia (919-1024), i ducati di Lorena, Sassonia, Franconia, Svevia, Turingia e Baviera vennero consolidati, e i re germanici vennero incoronati come imperatori di queste regioni dal 962. Sotto il regno degli imperatori della dinastia salica (1024-1125), il Sacro Romano Impero assorbì il nord Italia e la Borgogna. Sotto gli imperatori Hohenstaufen (1138-1254), i principi tedeschi aumentarono la loro influenza più a sud e ad est in territori abitati da popolazioni slave. Le città del nord prosperarono sotto la Lega anseatica. Con la Bolla d'oro del 1356 si gettarono le basi di una definitiva forma istituzionale che durò fino allo scioglimento dell’Impero. A partire dal XV secolo, gli imperatori vennero eletti quasi esclusivamente dalla dinastia degli Asburgo d'Austria. Il monaco Martin Lutero pubblicò le sue 95 tesi nel 1517, sfidando le pratiche della Chiesa cattolica romana, e avviando la riforma protestante. Una distinta chiesa luterana divenne la religione ufficiale in numerosi stati dopo il 1530. Conflitti religiosi portarono alla Guerra dei trent'anni (1618-1648), che devastò le terre tedesche.[9] La popolazione degli stati tedeschi si ridusse di circa il 30%.[10] La Pace di Westfalia (1648) concluse la guerra religiosa, ma l'impero era de facto diviso in numerosi principati indipendenti (circa 350 stati sovrani). Dal 1740 in poi, il dualismo tra la monarchia asburgica austriaca e del Regno di Prussia dominarono la storia tedesca. Nel 1806 l'Imperium venne sciolto a seguito delle guerre napoleoniche.[11] [modifica] Restauro e rivoluzione (1814-1871)Dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, il Congresso di Vienna convocato nel 1814 fondò la Confederazione tedesca (Deutscher Bund), formata da 39 stati sovrani. Disaccordi con la politica di restauro portarono all'aumento dei movimenti liberali. Questi, tuttavia, vennero seguite da nuove misure di repressione da parte dello statista austriaco Metternich. La Zollverein, un'unione tariffaria, promosse profondamente l'unità economica degli stati tedeschi con a capo la Prussia. Durante questo periodo molti tedeschi era stati influenzati dagli ideali della Rivoluzione francese, e il nazionalismo prese maggior vigore, soprattutto tra i giovani intellettuali. Per la prima volta, i colori del nero, rosso e oro sono stati scelti per rappresentare il movimento, che più tardi divennero i colori nazionali.[12] Alla luce di una serie di movimenti rivoluzionari in Europa, che con successo avevano istituito una repubblica in Francia, iniziò le rivoluzioni del 1848. Il re inizialmente assecondò le richieste liberali. Re Federico Guglielmo IV di Prussia al quale era stato offerto il titolo di imperatore, ma con una perdita di potere, respinse la corona e la proposta di costituzione, portando ad una temporanea battuta d'arresto per i movimenti liberali. Il conflitto tra re Guglielmo I di Germania e l’ala più liberale del parlamento scoppiò nel corso delle riforme militari nel 1862, e il re nominò Otto von Bismarck come nuovo Primo Ministro della Prussia. Bismarck condusse con successo la guerra in Danimarca nel 1864, e la vittoria prussiana nella guerra austro-prussiana del 1866 permise un’espansione territoriale e la creazione della Federazione tedesca del Nord (Norddeutscher Bund), escludendo di fatto l'Austria, l'ex leader del mondo tedesco, dagli affari dei restanti stati tedeschi. [modifica] Impero tedesco (1871-1918)
Fondazione della moderna Germania a Versailles (Francia), 1871, con Otto von Bismarck in uniforme bianca al centro.
La Germania venne unificata come moderno stato nazionale nel 1871. Dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, venne proclamato a Versailles il 18 gennaio 1871 l'unione federale (Reich) degli Stati tedeschi, con capitale Berlino. Il Re di Prussia Guglielmo I di Hohenzollern venne proclamato imperatore tedesco da cui la notazione Impero tedesco. Esso rappresentava un’unificazione di tutte le regioni tedesche, ad eccezione dell’Austria (Kleindeutschland, o "Piccola Germania"). A partire dal 1884, la Germania iniziò a fondare colonie al di fuori dell'Europa. Nel periodo Gründerzeit che seguì l'unificazione della Germania, la politica estera dell'imperatore Guglielmo I fu orientata a garantite una posizione centrale nel continente attraverso alleanze, isolando la Francia con mezzi diplomatici, ed evitando la guerra. Sotto Guglielmo II, tuttavia, la Germania, come altre potenze europee, attraverso un proprio corso imperialista entrò in attrito con i paesi limitrofi. La maggior parte delle alleanze in cui la Germania era stata precedentemente coinvolta non vennero rinnovate, e quelle nuove la esclusero. In particolare, la Francia istituì nuove relazioni con la firma dell’Entente Cordiale con il Regno Unito e garantendo legami con l'Impero russo. A parte i suoi contatti con l'Impero austro-ungarico, la Germania divenne sempre più isolata.
La Prussia all'epoca dell'Impero tedesco (1871-1918).
L’imperialismo tedesco, come altre potenze europee, rivendicò un proprio dominio coloniale. La Conferenza di Berlino divise l'Africa tra le potenze europee e alla Germania spettarono diversi possedimenti, tra cui Togo e Camerun. La spartizione dell'Africa causò tensioni tra le grandi potenze. L'assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d'Austria il 28 giugno 1914 portò la Germania alla Prima Guerra Mondiale, dalla quale risultò come parte soccombente contro potenze alleate in uno dei più sanguinosi conflitti di tutti i tempi. La sconfitta portò ad una rivoluzione nel novembre 1918, e l'imperatore Guglielmo II fu costretto ad abdicare. Un armistizio che pose fine alla guerra venne firmato l’11 novembre e la Germania fu costretta a firmare il trattato di Versailles nel giugno 1919. Il trattato venne percepito in Germania come un’umiliante continuazione della guerra con altri mezzi e la sua durezza viene spesso citata come fattore che agevolò l’avvento del nazismo nel paese.[13] [modifica] Repubblica di Weimar (1919-1933)
Dopo il successo della rivoluzione tedesca del novembre 1918, venne proclamata la repubblica in tutti gli stati e a livello federale. La nuova costituzione del Reich entrò in vigore con la firma da parte del presidente del Reich Friedrich Ebert l’11 agosto 1919. Il periodo che va dal 1919 al 1933 è conosciuto come Repubblica di Weimar. Il Partito comunista tedesco venne istituito da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht nel 1918, e il Partito dei Lavoratori tedesco, conosciuto in seguito come il Partito nazionalsocialista (o Partito nazista), venne fondato nel gennaio 1919. La Germania soffrì pesantemente degli effetti della Grande Depressione, delle dure condizioni dettate dal trattato di Versailles, e della lunga instabilità politica. Vennero istituite truppe paramilitari da parte di più partiti e vi furono migliaia di omicidi a sfondo politico. I paramilitari intimidivano gli elettori e seminavano violenza e rabbia tra gente che soffriva di un elevato tasso di disoccupazione e povertà. Questo terreno portò alla nomina, da parte del presidente del Reich Paul von Hindenburg, di Adolf Hitler come Cancelliere del Reich il 30 gennaio 1933. [modifica] Terzo Reich (1933-1945)
Il 27 febbraio 1933, il Reichstag venne dato alle fiamme. Alcuni diritti democratici di base vennero rapidamente aboliti in virtù di un decreto di emergenza. L'attivazione di una legge diede ad Adolf Hitler pieno governo e potere legislativo. Solo il Partito socialdemocratico della Germania votò contro; i comunisti non erano in grado di presentare opposizione, in quanto i loro 81 seggi in parlamento era stati annullati sulla base del decreto conseguente all’incendio del Reichstag.[14] [15] [16] Si creò uno stato centralizzata totalitario con un unico partito. L'industria venne strettamente regolamentata con quote ed esigenze, spostando l'economia verso una produzione di guerra.[17] Nel 1936 le truppe tedesche entrato nella Renania smilitarizzata. Incoraggiato, Hitler perseguì dal 1938 una politica di espansionismo per fondare una Grande Germania. Per evitare l’apertura di due fronti di guerra, Hitler siglò il patto Molotov-Ribbentrop con l'Unione Sovietica. Patto che venne rotto in seguito. Nel 1939 le crescenti tensioni provenienti da nazionalismo, militarismo ed esigente territoriali portarono alla guerra lampo del 1 settembre contro la Polonia, a cui seguì due giorni dopo la dichiarazione di guerra da parte di Gran Bretagna e Francia, che segnarono l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. La Germania rapidamente acquisì il controllo diretto o indiretto della maggior parte d'Europa. Il 22 giugno 1941, Adolf Hitler ruppe il patto con l'Unione Sovietica, aprendo il fronte orientale e dando avvio all’invasione della Russia. Poco dopo il Giappone attaccò la base americana a Pearl Harbor, e la Germania dichiarò guerra agli Stati Uniti. Anche se inizialmente l'esercito tedesco avanzò rapidamente in Unione Sovietica, la Battaglia di Stalingrado segnò un importante punto di svolta nella guerra. Successivamente l'esercito tedesco iniziò la ritirata dal fronte orientale. La battaglia di Normandia (D-Day) segnò un importante punto di svolta sul fronte occidentale, con lo sbarco delle forze alleate e i rapidi progressi compiuti in territorio tedesco. La sconfitta della Germania era imminente. L'8 maggio 1945, le forze armate tedesche si arresero dopo l’occupazione di Berlino da parte dell'Armata Rossa. In quello che più tardi divenne noto come l'Olocausto, il regime del Terzo Reich sterminò innumerevoli vite umane, in primo luogo ebrei, ma anche comunisti, rom, omosessuali, massoni, dissidenti politici, sacerdoti, predicatori, religiosi, disabili. Durante l’Olocausto circa undici milioni di persone vennero assassinate, di cui sei milioni di ebrei e tre milioni di polacchi. La Seconda Guerra Mondiale e il genocidio nazista furono responsabili di circa 35 milioni di morti solo in Europa. [modifica] Divisione e la riunificazione (1945 - presente)
La Germania divisa, in blu la Repubblica Federale di Germania, in rosso la Repubblica Democratica Tedesca.
La guerra causò la morte di quasi dieci milioni di soldati e civili tedeschi, grandi perdite territoriali, l'espulsione di circa 15 milioni di tedeschi dalla ex territori orientali e dagli altri paesi, e la distruzione delle più grandi città. Il territorio rimasto e Berlino vennero spartiti tra gli alleati in quattro zone di occupazione militare. I settori occidentali, controllati da Francia, Regno Unito e Stati Uniti vennero uniti il 23 maggio 1949, dando vita alla Repubblica Federale di Germania (Bundesrepublik Deutschland o BRD); il 7 ottobre 1949, la zona d'occupazione sovietica divenne la Repubblica Democratica Tedesca (Deutsche Demokratische Republik o DDR). Informalmente questi due stati divennero noti come Germania Ovest e Germania Orientale, e le due parti di Berlino come Berlino Ovest e Berlino Est. La parte orientale aveva come capitale Berlino Est, mentre la Germania Ovest scelse Bonn. La Germania Ovest divenne un’economia di mercato con una stretta alleata con Stati Uniti e paesi dell’Europa occidentale, e godette di una prolungata crescita economica iniziata nei primi anni ‘50 (Wirtschaftswunder). La Germania Ovest aderì alla NATO nel 1955 e fu membro fondatore della Comunità economica europea nel 1958. La Germania Est rientrò nel blocco orientale sotto il controllo politico e militare dell'URSS, e facente parte del trattato di Varsavia. Nonostante si fregiasse del termine di democrazia, il potere politico fu in mano esclusivamente dei principali membri (Politburo) del partito comunista (SED - Partito socialista della Germania). Il loro potere era assicurato dalla Stasi, un servizio segreto di immense dimensioni, e una serie di suborganizzazioni in grado di controllare ogni aspetto della società. A loro volta le esigenze fondamentali della popolazione erano soddisfatte a basso costo da parte dello Stato. La DDR divenne membro del Comecon. Mentre la propaganda si basava sui vantaggi dei programmi sociali della DDR e la presunta costante possibilità di un‘invasione, molti dei suoi cittadini guardavano verso l'Occidente per le libertà politiche e la prosperità economica.[18] Il muro di Berlino, costruito nel 1961 per fermare la fuga dei tedeschi dell’est verso la Germania Ovest, divenne un simbolo della Guerra Fredda. Le tensioni tra Germania Est ed Ovest vennero ridotte anni ‘70 dal cancelliere Willy Brandt e dalla della Ostpolitik. In una situazione di una crescente migrazione dei tedeschi dell’est verso la Germania Ovest attraverso l'Ungheria, di manifestazioni di massa durante l'estate del 1989, le autorità della Germania Est inaspettatamente facilitato le restrizioni di confine nel novembre 1989, consentendo ai propri cittadini di viaggiare verso l'Occidente. L'apertura delle frontiere portò ad un’accelerazione del processo di riforma nella Germania Est, che si concluse con la riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990, quando i territori della Germania Est vennero annessi come nuovi Stati della Repubblica Federale. Berlino venne scelta per essere la capitale dello stato unificato, mentre Bonn conservò alcuni ministeri federali.[19] La delocalizzazione del governo venne completata nel 1999. Dopo la riunificazione, la Germania assunse un ruolo attivo nell’Unione Europea e nella NATO. La Germania inviò una forza di pace per garantire la stabilità nei Balcani e truppe in Afghanistan come parte dello sforzo della NATO per assicurare la sicurezza in questo paese.[20] [modifica] Geografia
[modifica] MorfologiaIl territorio della Germania copre una superficie di 357.021 km², costituito di 349.223 km² di terre e di 7.798 km² di superfici d'acqua. E' il settimo più grande paese dell'Europa. Di forma simile ad un quadrilatero, si estende dalle alte montagne delle Alpi (punto più alto: lo Zugspitze a 2.962 m) a sud, fino alle coste del Mare del Nord e del Mar Baltico a nord, a est è delimitata dalla confluenza dei fiumi Oder e Neisse mentre a ovest la delimitano il bacino e la valle del Reno. Le coste del mare del Nord sono pianeggianti con dune sabbiose (sandig) e fronteggiate da gruppi di isole come le Frisone Orientali e Frisone Settentrionali mentre le coste del mar Baltico hanno un profilo più irregolare con numerose lagune (dette Bodden) che si insinuano in profondità nell'entroterra. Fronteggiano la costa le due isole di Rügen e Usedom. Da un punto di vista geografico il territorio tedesco può essere suddiviso in quattro zone ben distinte:
[modifica] IdrografiaI fiumi principali sono il Reno, il Danubio,secondo fiume d'Europa per lunghezza con i suoi 2888 km di cui 647 km in territorio tedesco, l'Elba, l'Oder, il Weser e l'Ems.[21] [modifica] ClimaBuona parte del territorio della Germania subisce l’influsso del clima temperato, con predominanti venti umidi da ovest. Il clima è moderato dalla corrente nord atlantica, estensione settentrionale della Corrente del Golfo. Le acque più calde mitigano parzialmente le regioni affacciate sul Mare del Nord, tra cui la penisola dello Jutland e le regioni situate lungo il Reno. Di conseguenza, nel nord-ovest e nel nord, il clima è oceanico; le precipitazioni si susseguono durante tutto l’arco dell'anno con un massimo durante l'estate. Gli inverni sono miti e le estati tendono ad essere fresche e ventilate, anche se a volte le temperature superano i 30° C per periodi di tempo prolungati. Nella parte orientale, il clima è più continentale; possono registrarsi inverni molto freddi e, per contro, estati anche molto calde, con lunghi periodi di siccità. La Germania centrale e meridionale è una regione di transizione che varia dal clima moderatamente oceanico al continentale. In queste regioni (soprattutto nelle pianure del Reno e del Danubio) è del tutto normale che le temperature massime superino i 30°C durante l’estate.[22] [23] [modifica] Popolazione[modifica] Cenni storiciAll'inizio dell'epoca storica le popolazioni insediate sul territorio della Germania attuale erano di tre stirpi, i Celti relegati nella parte più occidentale del paese, le popolazioni germaniche, originarie della Scandinavia, che si erano espanse verso sud partendo dalle coste baltiche e giungendo nel tempo fino ai confini dell'Impero romano e gli slavi in lenta espansione dall'area baltica. Con l'espansione verso Nord dell'Impero romano buona parte del Paese venne inclusa in esso: le città più antiche della Germania sono proprio di origine romana. A partire dal V secolo iniziarono le invasioni germaniche nei territori dell'Impero Romano: Franchi e Alemanni si insediarono nella regione del Reno. Nell'Alto Medioevo iniziò l'espansione verso est, i territori slavi furono progressivamente invasi, conquistati e convertiti al cristianesimo. In alcune aree (Pomerania, Slesia) l'invasione fu pacifica e incentivata dai principi slavi. In alcuni territori slavi, come ad esempio in Polonia, rimasero popolazioni tedesche con privilegi particolari, coloni tedeschi si trasferirono anche in Slovacchia e Transilvania. Il movimento di espansione subì un arresto con la guerra dei trent'anni e successivamente si assistette un processo di riflusso nelle sedi occupate precedentemente da parte delle popolazioni slave, anche se tuttora nella parte orientale del Paese è rimasta un'importante minoranza slava, quella dei Sorbi. Nel XIX secolo le migliorate condizioni economiche favorirono un progressivo aumento della popolazione, dal 1871 al 1939 di passò da 41 a 69 milioni di abitanti. In particolare l'incremento interessò la valle del Reno, l'area del medio corso dell'Elba, le grandi aree rurali non videro invece sostanziali cambiamenti della popolazione. Dopo la seconda guerra mondiale vi fu una ripresa demografica in parte provocata dal grande numero di profughi proveniente dall'est. [modifica] DemografiaCon oltre 82 milioni di abitanti la Germania è il più popoloso paese dell'Unione europea. Tuttavia il suo tasso di fecondità di 1,39 figli per ogni madre è uno dei più bassi del mondo,< ref name="CIA"/> e l'ufficio federale di statistiche stime che la popolazione si ridurrà tra i 69 e i 74 milioni entro il 2050 (69 milioni con l’ipotesi di un saldo migratorio di 100.000 entrate all'anno; 74 milioni con un saldo migratorio di 200.000 entrate all'anno).[24] La Germania possiede un discreto numero di grandi città, le più popolose sono Berlino, Amburgo, Monaco, Colonia, Francoforte e Stoccarda. Il maggior agglomerato urbano è la regione Reno-Ruhr, che comprende la città di Düsseldorf (la capitale della Nord Reno-Westfalia), Colonia, Essen, Dortmund, Duisburg e Bochum.
Berlino, principale città tedesca con 3,4 milioni di abitanti.
A dicembre 2004 si stimava in circa sette milioni il numero di cittadini stranieri registrati in Germania, e ben il 19% della popolazione del paese era formata da residenti era di discendenza straniera o parzialmente straniera. I giovani hanno maggiori probabilità di essere di discendenza straniera rispetto alla popolazione più anziana, 30% dei tedeschi con meno di 15 anni hanno almeno uno dei genitori nati all'estero. Nelle grandi città il 60% dei bambini di età compresa tra 0 e 5 anni hanno almeno uno dei genitori nati all'estero. .[25] La comunità straniera più numeroso (2,7 milioni di abitanti) è quella turca, seguono altre comunità straniere, come quelle provenienti da Italia, Serbia, Grecia, Polonia e Croazia.[26] [27]. Lo United Nations Population Fund rileva come la Germania ospiti il terzo più alto numero di migranti internazionali fra tutti i paesi del mondo, circa il 5% (10 milioni di abitanti) dei 191 milioni di migranti, che corrisponde a circa il 12% della popolazione della Germania.[28] Come conseguenza alle restrizioni poste in Germania alle disposizioni in materia di asilo e immigrazione, il numero di immigrati è in calo costante dal 2000. [29] [modifica] ReligioneIl cristianesimo è la principale fede religiosa in Germania con 53 milioni di credenti (64%).[30] Al secondo posto è l'Islam con 3,3 milioni di credenti (4%), seguita da buddismo ed ebraismo, con circa 200.000 aderenti (ca. lo 0,25%). L’induismo conta 90.000 credenti (0,1%). Tutte le altre comunità religiose in Germania hanno meno di 50.000 aderenti. Circa 24,4 milioni di tedeschi (29,6%) non si professano credenti in nessuna religione. Il protestantesimo è concentrata nel nord e nell’est e la Chiesa cattolica è concentrato nel sud e nell’ovest. Entrambe le fedi comprendono circa il 31% della popolazione ciascuna. L'attuale Papa, Benedetto XVI, è nato in Baviera. I non-religiosi, compresi gli atei e gli agnostici ammontano al 29,6% della popolazione, e sono particolarmente numerosi nella ex Germania Est e nelle grandi aree metropolitane.[31] Dei 3,3 milioni di musulmani i sunniti sono la maggior parte, ma è presente una piccola comunità di sciiti. [32] L’1,7% della popolazione si dichiara cristiana ortodossa, serbi e greci i più numerosi.[33] La Germania ha nell’Europa occidentale la terza più grande popolazione ebraica[34] Nel 2004, in seguito all’emigrazione di ebrei dalle ex repubbliche sovietiche, si contavano 200.000 ebrei, rispetto ai 30.000 prima di riunificazione tedesca. Grandi città con rilevanti minoranze ebraiche sono Berlino, Francoforte e Monaco di Baviera. Circa 250.000 buddisti vivono in Germania; il 50% di loro sono immigrati asiatici. [35] Secondo il sondaggio stilato dall’Eurobarometro del 2005, il 47% dei cittadini tedeschi concordava con l'affermazione "Credo che vi è un Dio", mentre il 25% concordava con "Credo che vi sia una sorta di spirito o forza vitale" e il 25% ha dichiarato: "Non credo vi sia alcun tipo di spirito, dio, o forza vitale".[36] [modifica] Lingue
Conoscenza del tedesco nei paesi dell'Unione europea.
Il tedesco è la lingua ufficiale e più parlata in Germania. E’ una delle 23 lingue ufficiali dell'Unione europea, e una delle tre lingue di lavoro della Commissione europea, insieme con l'inglese e il francese. Minoranze linguistiche riconosciute in Germania sono danese, sorbo, rom e frisone, ufficialmente protetti dalla Carta europea per le lingue regionali e minoritarie. La maggior parte degli immigrati utilizzano lingue quali turco, polacco, lingue dei Balcani e della Russia. Il tedesco è una lingua germanica occidentale, strettamente legato a inglese, olandese e frisone. La maggior parte del vocabolario tedesco deriva dal ramo germanico del ramo della famiglia linguistica indo-europea.[37] Alcune parole derivano dal latino, greco, e in maniera minore da francese, e recentemente dall’inglese (noto come Denglisch). Il tedesco è scritto usando l'alfabeto latino. In aggiunta alle 26 lettere standard, il tedesco ha tre vocali con l’umlaut, vale a dire, ö e ü, così come l’eszett o scharfes S (S forte), che è scritta "ß" o, in alternativa, "ss". I dialetti tedeschi sono distinte varianti del tedesco standard. Molti di loro non sono facilmente comprensibili a chi conosce solo il tedesco standard, dal momento che spesso differiscono nel lessico, sintassi e fonologia. In tutto il mondo, il tedesco è parlato da circa 100 milioni di persone come madre lingua e da circa 80 milioni non-madrelingua.[38] Il tedesco è la lingua principale per circa 90 milioni di persone (18%) nell'Unione europea. Il 67% dei cittadini tedeschi affermano di essere in grado di comunicare in almeno una lingua straniera, il 27% in almeno due lingue diverse dalla propria.[39] [40] [modifica] Minoranze linguisticheUna minoranza di danesidi circa 50.000 persone vive nello Schleswig, la maggior parte vicino al confine con la Danimarca, a nord; un piccolo numero di genti slave, note come Sorbi, vive negli stati della Sassonia (circa 40.000) e del Brandeburgo (circa 20.000). La lingua frisona, considerata quella tra le lingue vive più vicina all'inglese, è lingua madre per circa 22.000 persone in Germania, le altre vivono nei Paesi Bassi. Nelle aree rurali della Germania settentrionale viene ampiamente usato il Basso Sassone. L'immigrazione ha creato una considerevole minoranza turca (più di due milioni tra Curdi e Turchi), e altre comunità più piccole tra cui italiani (600.000), serbi (600.000), greci (400.000), polacchi (300.000) , albanesi (300.000) e croati (200.000) (dati del 2002). Esistono anche un grosso numero di tedeschi immigrati dall'ex Unione Sovietica (1,7 milioni), dalla Polonia (700.000) e dalla Romania (300.000) (totale del periodo 1980–1999), cui viene automaticamente concessa la cittadinanza tedesca, e che quindi non compaiono nelle statistiche dei residenti stranieri; contrariamente agli stranieri questi sono stati insediati dal governo in modo uniforme su tutto il territorio tedesco. Molti di loro parlano la lingua della loro ex nazione di appartenenza. [modifica] Ordinamento dello stato[modifica] Suddivisioni amministrative
La Germania è divisa in sedici stati federati (in tedesco Bundesländer al sing. Bundesland ma più spesso chiamati Länder, sing. Land):
Alcuni dei Länder sono suddivisi in distretti governativi. I Länder sono amministrativamente suddivisi in Kreise (circondari), nel numero complessivo di 438. A causa delle difficoltà economiche dei Länder orientali è attualmente in avanzata discussione la riunione di alcuni di essi in entità più grandi. Si prevede l'unificazione di Berlino con il Brandeburgo e quella di Amburgo con il Meclenburgo-Pomerania Occidentale e lo Schleswig-Holstein. [modifica] Rivendicazioni territoriali, exclavi, enclaviLa Repubblica Federale di Germania non ha alcuna rivendicazione territoriale nei confronti degli Stati confinanti, memore degli esiti catastrofici, per l'Europa e per la Germania stessa, della politica imperialistica perseguita tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. D'altro canto, l'espulsione e deportazione verso la Germania dei residenti tedeschi praticata negli anni immediatamente successivi al termine della Seconda guerra mondiale, conseguenza della politica di genocidio perpetrata dalla Germania nazista nei confronti delle popolazioni dell'Est Europa, ha fatto sì che ad oggi nessuna significativa minoranza tedesca è presente ad oriente della Linea Oder-Neisse e del confine con la Repubblica Ceca. Solo minoranze di esigua consistenza numerica sono rimaste nella Mitteleuropa e precisamente in Repubblica Ceca (39.106 tedeschi), Slovacchia (5.405), Polonia (152.900), Ungheria (150.000), Nel resto d'Europa, solo Francia, Belgio (70.000 tedeschi), Danimarca, Slovenia ed Italia presentano minoranze di lingua ed etnia tedesca. Alcune di esse, come in Italia, hanno garantite particolari autonomie come rappresentano i casi dello statuto speciale per la provincia autonoma di Bolzano, dove i tedeschi detengono la predominanza delle leve politiche ed economiche. In Francia, dopo tentativi di assimilazione da parte dell'uno e dell'altra etnia, dagli anni '60 hanno forte vigore i movimenti politici autonomisti come il Mouvement Régionaliste d'Alsace-Lorraine e l'Union du Peuple Alsacien.[senza fonte] Nel 1991 è stato inoltre varato un progetto di legge per introdurre forme concrete di bilinguismo.[senza fonte] Altre sacche di popolazioni germaniche (597.212 tedeschi), tutt'oggi di lingua tedesca, permangono nei territori delle repubbliche centro-asiatiche dell'ex Unione Sovietica.[senza fonte] L'unica exclave della Germania è la località di Büsingen situata sull'Alto Reno e che appartiene al circondario rurale di Costanza nel Baden-Württemberg. La superficie è di 7,62 km² e confina con i cantoni svizzeri di Sciaffusa, Turgovia e Zurigo. Esiste inoltre una cosiddetta enclave "funzionale", il Kleinwalsertal, una vallata dell'Austria raggiungibile, sia da terra sia per vie d'acqua, solo attraversando il territorio tedesco. [modifica] Città principali
Le prime 20 città tedesche per numero di abitanti (2007) sono:
[modifica] IstituzioniIl Parlamento (Bundestag in lingua tedesca) è composto da 598 deputati, eletti con un sistema misto: per metà in collegi uninominali con il sistema maggioritario plurality e per l'altra metà con il sistema proporzionale del quoziente.
Il periodo di legislatura del Bundestag dura quattro anni. Il Bundestag tedesco tiene le sue sedute dal 1999 nell'edificio del Reichstag. I deputati portano il titolo di membri del Bundestag (MdB). Il presidente del Bundestag viene eletto di regola nella seduta costituente del parlamento, è espressione del gruppo parlamentare più numeroso. Il presidente del Bundestag attuale è Norbert Lammert (CDU). Il sistema legislativo tedesco prevede la presenza, oltre al Bundestag, anche del Bundesrat, il consiglio federale: si tratta di un sistema che per quanto riguarda le leggi federali è quindi simile a quello bicamerale in uso in Italia. [modifica] Forze armate
Nel 1949, al momento della sua istituzione, la Repubblica Federale di Germania non aveva un esercito, questo venne istituito solo nel 1955 quando, in seguito alla Guerra di Corea e alla crescente influenza dell'Unione Sovietica nel blocco orientale il paese entrò a far parte della | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||