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L’Alleanza franco-russa si definì fra il 1891 e il 1894 in tre fasi. Fu una risposta di Francia e Russia al rinnovo della Triplice Alleanza e, stante la neutralità della Gran Bretagna, un tentativo di formare un equilibrio strategico in Europa.
L’Europa in una carta di fine Ottocento
L’alleanza si basava principalmente sul vantaggio territoriale di contrastare da est e da ovest le nazioni della Triplice Alleanza e sulla necessità della Russia di ricevere un sostegno economico.
[modifica] Le premesseAlla fine del XIX secolo, poche nazioni risultavano così diverse politicamente e socialmente come la Francia e la Russia. La Francia era una repubblica con uno degli elettorati più democratici d’Europa; la Russia era l’ultima delle monarchie assolutiste. Eppure un’alleanza franco-russa appariva sensata, sia dal punto di vista strategico, sia da quello economico. Entrambe le nazioni avevano avversari comuni: la Germania, fra l’una e l’altra, e l’Impero Britannico i cui confini erano spesso oggetto di tensione internazionale, sia con la Francia in Africa, sia con la Russia in Asia. Inoltre la Francia era esportatrice di capitali, mentre la Russia, in via di industrializzazione, aveva fame di prestiti esteri. Ma c’erano anche altri motivi a favore di un’alleanza, non ultimo l’atteggiamento sempre meno amichevole della Germania dopo l’ascesa al trono di Guglielmo II nel 1888 e le dimissioni del Cancelliere tedesco Bismarck due anni dopo. Le intenzioni di Guglielmo II e del nuovo Cancelliere Caprivi di appoggiare l’Austria in caso di guerra contro la Russia, e il loro rifiuto di rinnovare alla Russia il Trattato di controassicurazione, resero infatti le condizioni per un accordo fra Parigi e San Pietroburgo ancora più favorevoli. Una ricorrente instabilità della Borsa di Parigi, lasciava però qualche dubbio sulla capacità di fondo della Francia di affrontare le operazioni finanziarie con la Russia su vasta scala. Il Rublo, d’altronde, raggiungerà la parità aurea solo nel periodo 1894-1897 e il mercato finanziario francese aveva sempre manifestato diffidenza nei confronti delle obbligazioni russe. Solo dopo una decisa diminuzione dei prezzi fra il 1886 e il 1891 questa diffidenza lasciò il posto ad una più durevole fiducia.[1] [modifica] L’avvicinamentoIl futuro Cancelliere tedesco Bernhard von Bülow, all’epoca dei fatti ambasciatore a Bucarest, riporta nelle sue memorie: “Come Bismarck aveva previsto, la conseguenza immediata, automatica, della nostra denuncia del trattato di garanzia reciproca fu la conclusione dell’alleanza franco-russa. (...) Nel maggio 1890 lo Zar Alessandro III con la sua famiglia visitò in modo dimostrativo un’esposizione organizzata a Mosca dai francesi.” [2] Lo stesso mese vennero arrestati in Francia dei pericolosi anarchici russi. In agosto, il generale Boisdeffre [3] assistette alle grandi manovre dell’esercito russo e s’intrattenne con i generali dello Zar a proposito di un possibile accordo militare. All’inizio del 1891 la Russia ordinò degli armamenti alla Francia e alcune settimane più tardi, Alessandro III consegnò l’onorificenza dell’Ordine di Sant’Andrea al Presidente della Repubblica Francese Sadi Carnot. In marzo, poiché lo Zar sembrava ancora indeciso, il governo di Parigi intervenne presso la banca Rothschild per bloccare il collocamento di un prestito alla Russia fino a quando un accordo diplomatico non fosse stato firmato. Inoltre, nel maggio 1891 ci fu il rinnovo anticipato della Triplice Alleanza; ciò convinse lo Zar a fare il grande passo.[4] [modifica] Il saluto dello Zar alla MarsiglieseIl 23 luglio dello stesso anno, una squadra navale francese al comando dell’Ammiraglio Alfred Albert Gervais giungeva nel porto della città russa di Kronštadt "dove fu accolta", è ancora Bülow che ricorda, "entusiasticamente dalla popolazione e dagli equipaggi delle navi russe. Il Granduca Alessio Alexandrovic, Grande Ammiraglio e comandante supremo della flotta,[5] offrì uno splendido pranzo all’Ammiraglio Gervais, al suo Stato Maggiore e ai comandanti delle navi francesi. Lo Zar e la Zarina visitarono la nave ammiraglia Marengo." [6] Ad un pranzo che ebbe luogo a Peterhof in onore della squadra ospite, lo Zar Alessandro III brindò al Presidente francese Sadi Carnot; quindi l’orchestra russa suonò la Marsigliese, l’inno rivoluzionario proibito, che lo Zar ascoltò in piedi e a capo scoperto. "L’istante in cui lo Zar si tolse l’elmo al suono del canto di battaglia della Rivoluzione Francese fu veramente un momento storico. Esso segnava la fine di un’amicizia basata non solo su interessi politici ma anche su forti sentimenti tra la Prussia-Germania e la Russia, che era durata ottant’anni. (...) In un telegramma al Presidente Carnot, lo Zar parlò delle ‘profonde simpatie’ che univano la Francia alla Russia. Anche a Mosca l’Ammiraglio Gervais, coi suoi ufficiali, fu accolto solennemente ed entusiasticamente. Al banchetto dato in suo onore, egli chiuse il proprio brindisi, da vero francese, dicendo: ‘Su di voi e su di noi si rivolge ora l’attenzione del mondo intero. Bevo alla santa Mosca, al grande popolo russo e al suo augusto Zar’. Il Generale Cernajeff [7] (...) rispose, accennando al ritornello della Marsigliese: ‘Se da voi si grida: Aux armes, citoyens! Lo stesso sarà di noi. Formez vos battaillons! Noi russi formeremo i nostri battaglioni dalla Vistola sino al Camciatka. Bevo alla salute del cavalleresco popolo francese ed a Parigi, capitale del mondo civile!’" [8] [modifica] L’accordo del 1891In questa atmosfera di euforia, a San Pietroburgo tra il 9 e il 21 agosto 1891, fu concluso un primo, seppur vago, accordo. I rappresentanti dei due Paesi erano: per la Russia il Ministro degli esteri Nikolaj Girs [9], per la Francia l’ex ambasciatore a San Pietroburgo Antoine de Laboulay.[10] Gli atti di questo primo accordo iniziano così: “La situazione creata in Europa dal rinnovamento manifesto della Triplice Alleanza [11] e l’adesione più o meno probabile della Gran Bretagna alle mire politiche che questa alleanza persegue, ha motivato (...) uno scambio di idee tendente a definire l’atteggiamento che (...) potrebbe meglio convenire ai nostri Governi rispettivi, i quali, rimasti all’infuori di ogni lega, sono tuttavia sinceramente desiderosi di concordare il mantenimento della pace delle più efficaci garanzie”. All’articolo 1 si stabilisce che “i due Governi dichiarano che si concerteranno su ogni questione suscettibile di mettere in causa la pace generale”, e all’articolo 2: "Per il caso (...) in cui l’una delle due Parti fosse minacciata da un’aggressione, le due Parti convengono di intendersi sulle misure la cui adozione immediata e simultanea (...) sarebbe imposta da questa eventualità". C’è un impegno a concertarsi in caso di pericolo, quindi, e un’intenzione di mutua difesa, ma non vengono stabiliti i modi e l’impegno di un eventuale intervento. Nello stesso 1891, lo Zar Alessandro III attraversò due volte la Germania, senza però proporre un incontro con Guglielmo II; e ciò apparve un affronto deliberato. Più probabilmente lo Zar non incontrò il Kaiser per semplice imbarazzo dopo l’accordo con la Francia. L’anno seguente, infatti, i due imperatori si videro a Kiel, ma senza risultati di rilievo.[12] [modifica] L’alleanza del 1892
Charles Le Mouton de Boisdeffre nel 1893
Il secondo accordo sancì, invece, un’alleanza vera e propria. Fu concordato in segreto dai rispettivi Stati Maggiori e perdurò fino allo scoppio della Rivoluzione Russa del 1917. Si trattò di una convenzione militare a firma del generale Obruchev [13] per la Russia e del generale de Boisdeffre, che abbiamo già visto impegnato nella fase di avvicinamento delle due potenze, per la Francia. L’accordo fu firmato il 18 agosto 1892 e si componeva di sette articoli. Art. 1. Se la Francia viene attaccata dalla Germania, o dall’Italia sostenuta dalla Germania, la Russia impiegherà tutte le sue forze disponibili per attaccare la Germania. Se la Russia viene attaccata dalla Germania, o dall’Austria sostenuta dalla Germania, la Francia impiegherà tutte le sue forze disponibili per combattere la Germania. Art. 2. Nel caso che le forze della Triplice Alleanza, o di una delle potenze che ne fanno parte, venissero mobilitate, la Francia e la Russia (...) mobiliteranno immediatamente e simultaneamente la totalità delle loro forze, e le porteranno il più vicino possibile alle loro frontiere. Art. 3. Le forze disponibili che devono essere impiegate contro la Germania saranno da parte della Francia, di 1.300.000 uomini, da parte della Russia potranno variare fra i 700.000 e gli 800.000 uomini. Queste forze si impegneranno (...) in modo che la Germania abbia da lottare contemporaneamente all’est e all’ovest. Art. 4. Gli Stati Maggiori (...) si concerteranno in ogni tempo per preparare e facilitare l’esecuzione delle misure previste qui sopra; e si comunicheranno, fin dal tempo di pace, tutte le informazioni relative agli eserciti della Triplice Alleanza che sono o perverranno alla loro conoscenza. (...). Art. 5. La Francia e la Russia non concluderanno pace separata. Art. 6. La presente convenzione avrà la stessa durata della Triplice Alleanza.[14] Art. 7. Tutte le clausole qui sopra enumerate saranno tenute rigorosamente segrete. [modifica] Le ratifiche del 1893-1894
1889: l'esercito russo ritratto da un autore francese. Il coro del quarto battaglione di fanteria a Tsarskoe Selo di Édouard Detaille.
Saranno necessari diciotto mesi per ratificare l’accordo diplomatico. A Parigi, infatti, ben quattro governi (presidenti del consiglio: Loubet, Ribot, Dupuy e Casimir-Perier) dovettero fare i conti con il carattere segreto del trattato e quindi con la sua incostituzionalità, così come dovettero considerare la clausola che imponeva la mobilitazione generale anche in caso di mobilitazione della sola Austria-Ungheria. Atto che avrebbe quasi sicuramente portato alla mobilitazione anche di Germania e Italia. In Russia, intanto, lo scandalo del Canale di Panama che esplose in Francia nel novembre 1892,[15] portò a dubitare della serietà del sistema politico ed economico di Parigi. Ma dopo l’invio di una squadra navale russa a Tolone, trionfalmente accolta, ci fu, finalmente, la ratifica del trattato da parte della Russia il 27 dicembre 1893; qualche giorno dopo fu siglata anche la ratifica francese, il 4 gennaio 1894.[16] La ratifica da parte russa venne facilitata dalla constatazione che, per quanto la situazione con la Germania avrebbe potuto migliorare, in ogni relazione la Russia sarebbe stata il partner minore e per molti aspetti un postulante. Nel caso della Francia, invece, erano i russi ad essere cercati come soluzione al problema dell’isolamento. Essi erano ritenuti necessari e, di conseguenza, era consentito loro un grado maggiore di libertà e di possibilità di scelta. Le cose stavano così anche se i legami finanziari che si svilupparono tra i due alleati resero la Russia fortemente debitrice nei confronti della Francia.[17] Nonostante la segretezza dell’accordo, “nessuno in Europa dubitò che in quei giorni erano stati conclusi un trattato d’alleanza franco-russa ed analoghe convenzioni militari.” [18] Solo a quel punto le banche tedesche vennero vigorosamente incoraggiate dal Ministero degli Esteri di Berlino a partecipare ai prestiti russi del 1894 e del 1896. Troppo tardi. Alla fine del secolo, nessuna relazione diplomatica poteva dirsi più solida dell’Alleanza franco-russa.[19] [modifica] Note
Lo stemma dell’Impero russo
Il drapeau della Repubblica Francese
[modifica] Bibliografia
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