Albano Laziale

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Albano Laziale
Panorama di Albano Laziale
Albano Laziale - Bandiera
Albano Laziale - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: stemma Roma
Coordinate: 41°44′0″N 12°40′0″E / 41.73333, 12.66667Coordinate: 41°44′0″N 12°40′0″E / 41.73333, 12.66667
Altitudine: 400 m s.l.m.
Superficie: 23,80 km²
Abitanti:
39.173 2008
Densità: 1645,92 ab./km²
Frazioni: Cecchina, Pavona 
Comuni contigui: Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Rocca di Papa, Roma
CAP: 00041
Pref. telefonico: 06
Codice ISTAT: 058003
Codice catasto: A132 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Class. climatica: zona D, 1922 GG
Nome abitanti: albanesi o albanensi 
Santo patrono: San Pancrazio martire 
Giorno festivo: 12 maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Albano Laziale (IPA: albàno lazzʝàle[1][2], conosciuta semplicemente come Albano, Albanum in latino, Arbano in dialetto romanesco)) è un comune italiano di 39.173 abitanti[3], della provincia di Roma, situato nell'area dei Castelli Romani, in Lazio.

Albano è uno dei centri più importanti dei Castelli Romani, nonché il loro centro più animato commercialmente.[4] Sede vescovile suburbicaria fin dal V secolo, storico principato della famiglia Savelli e dal 1699 al 1798 possesso inalienabile della Santa Sede, ospita attualmente, tra le altre cose, la sezione distaccata del tribunale circondariale di Velletri. Il territorio di Albano è in parte incluso nel Parco Regionale dei Castelli Romani. Popolose sono le frazioni di Cecchina e Pavona.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

La campagna attorno la frazione di Cecchina. Sullo sfondo il mar Tirreno.
Per approfondire, vedi la voce Colli Albani.

Il territorio di Albano Laziale è con la sua estensione di 23.80 km2 uno dei più grandi dei Colli Albani, precisamente il sesto dopo Velletri (112.21 km2), Lanuvio (43.912), Rocca di Papa (40.182), Rocca Priora (28.07 km2) e Marino (26.102).

Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italia[5] la maggior parte del territorio albanense è composta, similmente alle altre zone dei Colli Albani, da terreni classificati come v2.[6]

L'area di Castel Savello invece è divisa geologicamente in due parti: le pendici del colle sono zona v7, ovvero prodotto di un antico centro d'emissione di lava del Vulcano Laziale, la sommità invece è zona sc, scorie caotiche in grossi banchi. Il bacino di Valle Pozzo o del laghetto di Giuturna, sotto Castel Savello, risulta zona av.[7]

Sia nella zona della moderna espansione edilizia di Albano, tra Villa Doria, Cecchina e Vallericcia, che nell'altura del Colle dei Cappuccini è presente un terreno di tipo scp.[8] La zona della località Roncigliano si differenzia dal contesto circostante in quanto zona sp[9]: a Cecchina sono riconosciuti invece i peperini di Cecchina, che compongono un particolare tipo di suolo classificato come v'1. Una vasta fascia adiacente il cratere di Vallericcia, in località Prelatura, è nella zona v1. Ancora presso Cecchina sono classificate le lave di Cecchina, di composizione s.[10]

[modifica] Idrografia

Per approfondire, vedi la voce Lago Albano.

La principale risorsa idrografica del territorio albanense è il Lago Albano, spesso chiamato impropriamente Lago di Albano, il cui nome completo è in realtà Lago Albano o di Castel Gandolfo. Infatti la maggior parte delle coste lacustri sono di pertinenza del comune di Castel Gandolfo, mentre le restanti sono in territorio albanense: il bacino lacustre è invece gestito dalla provincia di Roma.

Un piccolo bacino lacustre, prosciugato nel corso dei secoli in parte per mano dell'uomo in parte per circostanze naturali, era il laghetto di Giuturna, situato in località Valle Pozzo sotto Castel Savello in prossimità di un altro lago vulcanico prosciugato, il laghetto di Turno a Pavona, in comune di Castel Gandolfo.

Nel territorio comunale scorrono alcuni piccoli corsi d'acqua, spesso in secca, denominati fossi. Sono almeno quattro, esattamente partendo da nord[11]:

  • Fosso di Santa Palomba; si origina da vene d'acqua provenienti dalle alture dei Colli Albani nell'area del centro storico, e scorre in direzione ovest verso la località Santa Palomba, in comune di Roma e Pomezia.
  • Fosso di Cancelliera; si origina da vene d'acqua provenienti dalla località Cancelliera, in comune di Ariccia, a 118 m s.l.m., e continua a scorrere in direzione sud-sud-ovest verso il mar Tirreno.
  • Fosso di Valle Caia; si origina dalla località Quarto Negroni, ai limiti con il comune di Ariccia, presso il chilometro 7 della Strada Statale 207 Nettunense, e continua il suo percorso verso il mar Tirreno in direzione ovest.
  • Fosso di Montagnano; si origina da tre canali di scolo di acque che vengono raccolte nella località Montagnano, tra i comuni di Albano, Ariccia e Ardea, e continua in un braccio in direzione ovest per il mar Tirreno.

[modifica] Orografia

Un paesaggio della campagna collinare presso Poggio ameno Cecchina.

La cima più elevata del comune di Albano è il Colle dei Cappuccini, posto a 615 m s.l.m.. Dal colle, che ospita una pineta pubblica adiacente il Convento dei Cappuccini, si ha una notevole panoramica sul Lago Albano, l'Agro Romano e Monte Cavo.[12]

Il centro storico di Albano è uno degli abitati dei Castelli Romani con la maggiore pendenza: l'11%, cioè 47 metri su 435, prendendo in considerazione la distanza in linea d'aria tra la cattedrale di San Pancrazio (384 m s.l.m.) e la chiesa di San Paolo (431 m s.l.m.).[13] Altre altitudini disponibli per il centro storico sono quella di Villa Altieri, al chilometro 25 della Strada Statale 7 Via Appia (363 m s.l.m.), e della chiesa della Stella (391 m s.l.m.).

L'altura della località Castel Savello è invece di 280 m s.l.m., mentre la sottostante frazione di Pavona è edificata a 110 m s.l.m.. La frazione di Cecchina all'altezza della stazione ferroviaria è posta a 212 m s.l.m..[14]

[modifica] Clima

Veduta di Monte Cavo e Castel Savello dalla zona di Cancelliera (frazione di Cecchina).

Dal punto di vista climatico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Le precipitazioni si aggirano sui 900 - 1000 mm. annui, con con una diminuzione da gennaio-febbraio a luglio-agosto e un brusco aumento a settembre [15]. I venti spirano prevalentemente da sud e da ovest, più raramente da nord e da est.

In tutta l'area dei Colli Albani, dunque anche ad Albano, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei Colli Albani, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord.

Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco e libeccio, ma talvolta compare anche il ponentino, vento caratteristico della zona di Roma. Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale, il primo proveniente dalla vasta pianura dell'Agro Romano.

L’estate è calda e asciutta, l’inverno mite e piovoso senza, in genere, che vengano raggiunte temperatura eccessivamente basse. I rilievi dei Colli Albani sbarrano il passaggio delle correnti umide e delle nubi foriere di pioggia provenienti da sud-ovest. Ad Albano nevica o ghiaccia molto raramente, solo in presenza di un freddo generalizzato veramente eccezionale. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C con punte di 37 °C in casi rari. La tempretura estive ad Albano non ha mai raggiunto i 40 °C: infatti mediamente si aggira sui 28-29 °C.

Ecco i dati climatici dell'anno 2007[16]:

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
Temp. max. media (°C) 11.8 12.4 14.3 19.5 21.4 25.4 29.1 28.3 23.7 20.1 13.8 10.8 11.7 18.4 27.6 19.2 19.2
Temperatura media (°C) 4.6 5.1 5.5 8.4 10.8 13.7 15.6 16.2 12.4 9.9 5.4 2.8 4.2 8.2 15.2 9.2 9.2
Temp. min. media (°C) 8.0 8.4 9.4 13.5 15.7 19.2 22.1 21.8 17.1 13.9 9.0 6.3 7.6 12.9 21 13.3 13.7
Piogge (mm) 60.5 177.8 111.5 53.3 66.8 20.1 1.0 21.6 42.4 61.5 78.2 61.5 299.8 231.6 42.7 182.1 756.2
Venti (dir.-nodi) SE
4.7
SE
5.5
E
5.0
ESE
3.6
WNW
4.1
SE
3.9
WNW
4.4
SE
4.6
SE
4.2
SE
3.3
SE
4.2
N
5.3
5.2 4.2 4.3 3.9 4.4

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Albano.
Le origini del nome
L'origine del nome Albano è ancora fonte di discussioni. In epoca romana il territorio dell'attuale Albano Laziale era chiamato Albanum: Albanum (Pompeiani, Domitiani, ecc.) erano chiamate infatti le tenute dei ricchi romani sui Colli Albani (Ager Albanus), e Castra Albana era il nome dell'accampamento fatto costruire da Settimio Severo, entro i confini del fondo Albanum posseduto in precedenza da Domiziano, per alloggiare la II legione Partica. L'ipotesi ritenuta più attendibile riallaccia questi toponimi alla radice indoeuropea *alb/*alp indicante una località elevata, il Mons Albanus (oggi monte Cavo) in questo caso, che nel contempo fosse centro di culto e di pascolo comune (compascuo). Altre ipotesi, ritenute tuttavia neno valide, riallacciano il toponimo all'aggettivo latino albus ("bianco") o al greco αλαβα ("cenere"). L'origine etimologica proposta per Albanum/Castra Albana è la stessa che viene proposta per Alba Longa, l'antica capitale latina, la cui localizzazione non è nota con certezza, ma che una tradizione medievale collocava nei luoghi del nucleo urbano della moderna Albano Laziale.

La seconda denominazione di Laziale è stata assunta nel 1873 per distinguere la città da Albano Sant'Alessandro (provincia di Bergamo), Albano Vercellese (provincia di Vercelli) e Albano di Lucania (provincia di Potenza).

[modifica] Età antica (3000 a.C. - 476)

Le prime testimonianze accertate di insediamento umano nel territorio comunale di Albano risalgono al periodo Laziale I A, all'inizio del I millennio a.C.: infatti a quell'epoca risalgono i resti degli abitati delle località Tor Paluzzi, Castel Savello e Colle dei Cappuccini.[17] La presenza umana in questi siti, seppur con segnali di spopolamento, si mantiene anche nelle epoche successive, mentre a partire dal periodo Laziale II B (830 a.C.-730 a.C.) iniziano a comparire tracce riconducibili alla fondazione della mitica capitale latina di Alba Longa.[18]

La maggior parte degli storici moderni[19][20] sembra orientata a collocare il sito dell'antica Alba Longa a cavallo tra i comuni di Marino, Rocca di Papa ed Ariccia, sul versante orientale del Lago Albano, ovvero dal lato opposto all'attuale città di Albano.

Nel territorio albanense, all'epoca sottoposto in buona parte alla giurisdizione della ricca città di Aricia, sorsero diverse ville suburbane edificate dai più importanti esponenti del patriziato romano. Gneo Pompeo Magno aveva una villa, l' Albanum Pompeii, i cui ruderi sono stati rinvenuti all'interno dell'attuale Villa Doria-Pamphilj. Una villa appartenente a Lucio Anneo Seneca sarebbe identificabile con i ruderi rinvenuti sul crinale meridionale del Lago Albano, ai confini con il comune di Ariccia. Tutte queste residenze, al tempo dell'imperatore Domiziano vennero riunite in un unico fondo di proprietà imperiale, l' Albanum Cesaris, all'interno del quale il sovranno fece erigere una monumentale residenza imperiale, i cui ruderi sono in buona parte contenuti nell'attuale Villa Barberini a Castel Gandolfo.

L'imperatore Settimio Severo attorno al 181 fece installare nel luogo dell'attuale centro storico di Albano, ai margini della tenuta imperiale domizianea, la Legio II Parthica: nacquero così i Castra Albana, gli imponenti accampamenti che rimasero in funzione fino alla fine del III secolo.

[modifica] Medioevo (476 - 1699)

Nel 326 l'imperatore Costantino I, secondo una tradizione consolidata[21], ordinò la fondazione della cattedrale albanense dedicata a San Giovanni Battista. Secondo le fonti, Costantino donò alla neonata cattedrale vari arredi sacri per un valore complessivo di 65 libbre, e varie tenute e fondi nell'Ager Albanus.

Durante la Guerra gotica Albano si ridusse, da municipium come veniva attestato ancora nel V secolo, ad oppidulum, piccola città fortificata.

Nel 964 l'imperatore Ottone I conferisce l'investitura su Albano, Ariccia e altri tre castelli posti lì intorno a Virginio Savelli, suo capitano a Roma.

Nel 1116 si ha la prima citazione dell'eremo di Sant'Angelo in Lacu, situato sotto Malafitto, sul versante meridionale del Lago Albano[22].

Papa Pasquale II nel 1118 si rifugiò in Albano poiché i Colonna ostili a lui occupavano Roma, e riscontrò tale fedeltà negli albanensi da concedere ad essi l'esenzione perpetua dalle tassi di molitura del grano[23].

Durante lo scisma dell'antipapa Anacleto I con il papa Innocenzo II, nel 1137 l'antipapa marciò su Albano e su altre località laziali per estendervi il suo dominio, ma subito questi territori vennero ripresi da Innocenzo II. Correndo l'anno 1142, Albano venne saccheggiata dai Saraceni.

Dopo la battaglia di Prata Porci, nel 1168, il popolo romano pensò bene di vendicarsi su Albano, città che aveva parteggiato per l'imperatore Federico Barbarossa contro Roma, e così la città venne saccheggiata e rasa al suolo. Dato lo stato d'abbandono in cui versava Albano, papa Innocenzo III donò al monastero di San Paolo fuori le mura il Palatium con le chiese di Santa Maria Minore e San Nicola [24] con le loro dipendenze.

Papa Onorio III nel 1217 concesse Albano in possesso ai suoi vescovi, come in effetti era già dal 1137, con una bolla che venne riconfermata nel 1278 da Niccolò III.

Nel 1436 venne rasa al suolo assieme a Castel Savello dal cardinal Giovanni Maria Vitelleschi, per ordine di papa Eugenio IV.

Nel 1697 Albano passò al dominio diretto della Santa Sede.

[modifica] Età moderna (1699 - 1798)

Per approfondire, vedi la voce Rivoluzione Francese nei Castelli Romani e a Velletri.
I resti delle terme romane di Caracalla, meglio note come Terme di Cellomaio, nel centro di Albano.
Un particolare della facciata settecentesca della cattedrale di San Pancrazio.

Per volontà prima del cardinale vescovo Francesco d'Adda (1715-1719), poi del suo successore Fabrizio Paolucci (1719-1724), tra il 1719 ed il 1722 vennero eseguiti alcuni lavori nella Cattedrale di San Pancrazio, che inclusero la realizzazione dell'attuale facciata in peperino e travertino. La direzione dei lavori fu affidata all'architetto Carlo Buratti.[25]

Papa Pio VI nel 1780 diede il via alla risistemazione della via Appia, con lo scopo di realizzare un collegamento rapido tra Roma e Terracina, dove fervevano i lavori per la bonifica delle Paludi Pontine.[26] Il primo tracciato della nuova "strada nazionale" arrivava ad Albano seguendo quasi fedelmente la via Appia Antica, salvo poi deviare dal tracciato antico percorrendo il crinale di Vallericcia per arrivare a Genzano, evitando il forte dislivello per raggiungere Ariccia. Solo con la costruzione del ponte di Ariccia sotto i pontificati di papa Gregorio XVI e papa Pio IX (1839-1849) verrà delineato l'attuale tracciato della Strada Statale 7 Via Appia.[27] L'apertura del nuovo percorso della via Appia portò indubbi benefici ad Albano e alle località situate lungo il suo percorso: basti pensare che la Comunità di Velletri pregò il Papa di allungare il tracciato facendolo passare per la loro città. L'altra faccia della medaglia fu che località situate lungo l'antica "via postale per Napoli", prima importanti centri di scambio, come Marino e Nemi, persero molto dal cambiamento del tracciato.

Durante la prima occupazione francese e le vicende legate alla Rivoluzione francese nello Stato Pontificio, il 18 febbraio 1798 anche Albano, assieme a Frascati, Velletri e più tardi Marino, si proclamò "Repubblica sorella" della nascente Repubblica Romana. In seguito alla sommossa dei trasteverini però anche gli albanensi si ribellarono ai francesi, e il 28 febbraio Albano venne occupata e saccheggiati dalle truppe di Gioacchino Murat.[28] L'anno seguente, invece, ad Albano si istallò frà Diavolo, al comando di una colonna napoletana.

[modifica] Età contemporanea (1798 - 1944)

Con il motu proprio del 6 luglio 1816, papa Pio VI rientrato nello Stato Pontificio con la Restaurazione elevò Albano a sede di Governo.

Nel 1870 Albano entrò a far parte del Regno d'Italia. Divenne sede di pretura, che dagli anni trenta del XX secolo accorpò anche gli uffici di Marino.

Il 1° febbraio 1944 Albano ed Ariccia vennero bombardate dagli alleati. Furono colpiti il convento delle Clarisse di clausura in piazza Pia, annesso al complesso della Villa Pontificia e numerose abitazioni civili. Le vittime furono alcune centinaia, anche perché un altro bombardamento colpì il 10 febbraio il collegio di Propaganda Fide nella vicina Castel Gandolfo, dove erano raccolti molti sfollati.

[modifica] Il secondo dopoguerra

Il centro di Albano e sulla sinistra il palazzo pontificio di Castel Gandolfo

Subito dopo la seconda guerra mondiale, la città iniziò a risorgere dai disastri provocati dalla dittatura e delle bombe. La vita culturale e commerciale si fece sempre più intensa. Nel 1961 vennero fondati le due principali scuole secondarie di secondo grado statali che ancora oggi hanno sede in città: il Liceo Ginnasio Statale Ugo Foscolo e l'Istituto Professionale di Stato Nicola Garrone.[29][30]

Negli anni Settanta venne aperta la discarica in località Roncigliano, con una capacità massima prevista di sei fosse. Oggi si sta esaurendo la settima fossa e la chiusura dell'impianto sembra assai lontana: anzi, per ovviare all'incombente crisi dei rifiuti della regione Lazio è partita una proposta per costruire a Roncigliano un gassificatore.[31][32] I cittadini hanno costituito subito un comitato di opposizione.[33]

Nel 2000 sono iniziati i lavori per la costruzione della Tangenziale, una nuova strada che dalla località Villetta "dribblerà" il centro storico servendo come alternativa per il traffico non locale che transita sulla trafficatissima -ed oggi impraticabile- Strada Statale 7 Via Appia in direzione Ariccia e Velletri. Dal 2006 il Comune di Albano organizza ogni anno, l'ultimo sabato di settembre, una notte bianca.

Nella mattinata di domenica 21 settembre 2008 papa Benedetto XVI si è recato ad Albano in visita pastorale, partendo dalla Villa Pontificia di Castel Gandolfo, con l'occasione di riconsacrare la Basilica Cattedrale di San Pancrazio dopo gli ultimi restauri del 2008.[34] La visita del Papa ad Albano sarà la sua ottava uscita pubblica in visita ad una diocesi dall'inizio del suo pontificato.[35]

[modifica] Simboli

La descrizione araldica ufficiale dello stemma del Comune di Albano è la seguente[36]:

« Di rosso, al cinghiale d'argento, fermo, che allatta tre piccoli dello stesso, il tutto sulla campagna di verde al naturale. »

La scrofa raffigurata nello stemma comunale rappresenta la città madre di Albalonga che allatta le trenta città della Lega Latina, raffigurate dai porcellini, posti sotto un'antica quercia ai bordi del lago e del Monte Albano, dove Giove Laziale aveva la sua sede e il suo tempio massimo.

I colori cittadini sono il giallo ed il rosso: questi sono infatti sia i colori della città di Roma, legata ad Albano da un simbolico vincolo filiale, sia i colori della famiglia Savelli, feudataria di Albano dal XIII secolo al 1699. Il giallo ed il rosso sono anche i colori che appaiono nello stemma della Diocesi suburbicaria di Albano.

[modifica] Ricorrenze

  • 1° febbraio; si ricorda il bombardamento alleato di Albano ed Ariccia, avvenuto proprio il 1° febbraio 1944, che colpì duramente il centro storico della città; tra gli altri obiettivi, vennero colpiti il convento della Clarisse di clausura di Piazza Pia e l'abitazione che nascondeva le strutture della Porta Pretoria dei Castra Albana[37].

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

La chiesa di San Paolo, che accoglie le spoglie di San Gaspare del Bufalo.
Per approfondire, vedi la voce Chiese di Albano.

Fino al 1687, i defunti delle parrocchie trovavano sepoltura sotto al pavimento della Basilica Cattedrale di San Pancrazio.[38]. In seguito ai primi lavori di riammodernamento della chiesa, il cardinale vescovo Flavio Chigi ordinò di realizzare un cimitero a ridosso della chiesa, con affaccio su Piazza Pia[39]: quando infine nel 1826 al posto del cimitero si realizzò la terza navata della Cattedrale, il cimitero venne trasferito in un terreno in prossimità della Chiesa di Santa Maria della Stella[40], consacrato ufficialmente nel 1833. Con l'apertura. nel secondo dopoguerra, del nuovo Cimitero Comunale in un terreno posto ai confini con il comune di Castel Gandolfo, il vecchio cimitero della Stella è diventata Cimitero Storico Comunale.

[modifica] Architetture civili

Il sepolcro romano detto degli Orazi e dei Curiazi.
Palazzo Lercaro, oggi sede del Palazzo Vescovile.
Il portale principale del Palazzo Vescovile.
La facciata principale di palazzo Savelli.
« Sussurra il vento come un alveare
tra le chiome dei pini a Villa Doria
mentre lontano il luccichio del mare
risveglia i miti dell'antica storia. »
(Vincenzo Misserville.)
  • Palazzo Savelli; edificato nel XIII secolo dalla famiglia Savelli, l'edificio nacque come fortificazione. Di questa originaria funzione sono testimonianza le torri quadrangolari visibili su corso Giacomo Matteotti. Il palazzo, dopo l'acquisizione di Albano da parte della Camera Apostolica nel 1697, divene residenza del Governatore pontificio, e ospitò varie personalità importanti. Venne realizzato il portico sul fronte principale e venne collegato tramite un cavalcavia al Palazzo Camerale, oggi sede di alcuni uffici comunali, su via Cavour. Divenuto nel 1870 sede del Municipio, furono eseguiti restauri negli anni trenta e nel primo decennio del XXI secolo. (Vedi Palazzo Savelli (Albano))
  • Palazzo Lercaro o Palazzo Vescovile; edificato nel 1727 dal cardinal Nicolò Maria Lercaro per ospitare papa Benedetto XIII, fu concesso in seguito Ecclesiae ac Episcopis Albanensibus, "alla Chiesa e ai vescovi di Albano". Notevole il portale d'ingresso nell'atrio e la cappella interna. Oggi ospita il Vescovado e gli uffici curiali.
  • Palazzo Campano; edificato nel 1465 dal vescovo e letterato Giannantonio Campano (1429-1477) sull'attuale via del Collegio Nazareno, è stato uno dei primi palazzi patrizi costruito in Albano.
  • Palazzo Pamphilj o Palazzo del Collegio Nazareno; edificato nel 1655 dal cardinal Vincenzo Maculani, fu acquistato in seguito da Camillo Francesco Maria Pamphilj, a cui si devono i restauri e l'aspetto attuale. Nel 1764 venne acquisito dal Collegio Nazareno di Roma, retto dai PP. Scolopi.
  • Palazzo Poniatowskj; edificato nel XIX secolo dal principe Amedeo Poniatowskj, grande proprietario terriero nonché proprietario all'epoca del Lago Albano, su corso Matteotti.
  • Villa Doria-Pamphilj; edificata nel XVIII secolo dal cardinale Fabrizio Paolucci, fu in seguito acquisita dalla famiglia Doria. La palazzina della villa, prospettante sulla via Appia, venne rasa al suolo nel 1951 a causa dei danni subiti nei bombardamenti anglo-americani, ed al suo posto venne aperta l'attuale piazza Mazzini. La villa è oggi un parco pubblico, conosciuto come 'a Villa, una delle aeree verdi più importanti del territorio. Al centro dell'area verde ci sono i ruderi di una villa romana attribuita a Gneo Pompeo Magno.
  • Villa Altieri; edificata nel XVIII secolo dal cardinal Lorenzo Altieri su un antico casale, posta proprio all'ingresso di Albano provenendo da Roma, lungo la via Appia. Ospitò papa Pio VI, fatto ricordato da una lapide latina appostavi dal principe Emilio Altieri, dove per prosopopea viene fatta parlare la villa stessa.[42]
  • Villa Ferrajoli; edificata a partire dal 1845 dalla famiglia Ferrajoli su un preesistente casino appartenente alla famiglia Benucci, è composta da tre palazzine, di cui quella centrale, neoclassica, ospita il Museo Civico di Albano. Dal 1948 la villa è pubblica, mentre la palazzina ha assunto l'attuale funzione dopo essere stata sede dell' Istituto Professionale di Stato Nicola Garrone.
  • Villa Venosa-Boncompagni; edificata nel 1857 dalla famiglia Boncompagni, prospetta anch'essa su via Appia e accoglie un grande parco monumentale. Nella villa soggiornò spesso Margherita di Savoia.

[modifica] Architetture militari

Monte Savello ed i ruderi di Castel Savello.
La Torraccia di Cancelliera.
  • Mura e porte di Albano. La fortificazione del centro storico di Albano è stata oggi quasi integralmente smantellata, a partire dalla fine del XVIII secolo con l'allargamento della via Appia. All'epoca della guerra gotica (535-553) Albano era un oppidulum, dunque un piccolo abitato fortificato. Presumibilmente, le fortificazioni subirono le alterne vicende delle varie distruzioni e delle successive ricostruzioni della città. Il complesso originariamente fortificato di palazzo Savelli risalirebbe al XIII secolo. Nella cerchia muraria si aprivano alcune porte di cui ci è stata tramandata memoria:
  • Porta Romana o di San Rocco; situata su via Appia in direzione di Roma, affiancata dalla palazzina Doria e dalla chiesa di San Rocco, l'aspetto definitivo le venne dato nel XVIII secolo. Tutti gli ornamenti, gli stemmi e la lapide posti sulla porta sono ora nell'atrio di Palazzo Savelli. La porta infatti è stata rasa al suolo nel 1908 insieme alla vicina chiesa per allargare la via Appia e far passare la linea tramviaria Roma-Genzano delle Tramvie dei Castelli Romani.
  • Porta San Paolo; situata in piazza San Paolo, vicino la Chiesa di San Paolo, è l'unica porta sopravvissuta della vecchia cerchia.
  • Porta dei Cappuccini; situata sull'attuale via San Francesco d'Assisi, era un arco sovrastante la strada per il Convento dei Padri Cappuccini. Venne rasa al suolo nel XIX secolo con l'allargamento della strada, che prese nome di via dell'Anfiteatro.

Numerose sono poi le torrette o i casali fortificati dislocati su alture della campagna fra Pavona e Cecchina:

  • Tor Paluzzi; possedimento dei monaci della Chiesa di San Paolo in Albano, fu concessa ad un certo Paluzzo da papa Clemente X. Oggi denomina una zona urbanistica di Cecchina.
  • Torraccia o Torre di Cancelliera; edificata su ruderi romani al chilometro 7 della via Nettunense, appartenne alla famiglia Cancelliera, ai Savelli ed ai Chigi. È oggi in parte inclusa nel territorio di Ariccia.
  • Tor di Sbarra o Tor di Montagnano; chiamata anticamente anche turris Gandulphorum ed edificata nel Medioevo come punto difensivo verso le incursioni provenienti dal mar Tirreno, appartenne a diverse famiglie nobiliari romane fra cui gli Altieri e i Boncompagni.

[modifica] Fontane e monumenti

  • Fontana del Mascherone.
  • Fontanella del Re.
  • Monumento ai Caduti.

[modifica] Siti archeologici

Particolare dei ruderi della villa romana di Gneo Pompeo Magno dentro Villa Doria-Pamphilj.
L'anfiteatro severiano.
Fornice centrale della Porta Pretoria dei Castra Albana, davanti Palazzo Savelli.

Il circuito archeologico dei Castra Albana contiene una delle più imponenti concentrazioni di ruderi romani fuori Roma nell'area dei Castelli Romani, e ha suscitato in ogni epoca l'interesse di molti studiosi. È composto fondamentalmente da alcuni monumenti principali, risalenti in genere all'epoca severiana:

  • Porta Pretoria; ingresso principale ai Castra Albana, rivolta verso la via Appia, oggi prospiciente Palazzo Savelli e il Corso di Sopra. È una monumentale costruzione in peperino, fino al 1944 inglobata nei palazzi civili adiacenti e liberata dal bombardamento americano.
  • Terme di Cellomaio; attribuite all'imperatore Caracalla, che le avrebbe erette subito dopo aver fatto uccidere il fratello Geta come donativo per placare gli animi dei soldati[43]. Al loro interno è sorto un pittoresco e suggestivo borgo medioevale, con la Chiesa di San Pietro. Durante il Medioevo, fino all'età moderna, si credette fossero i resti di un favoloso Palazzo di Ascanio, appartenente al complesso degli edifici di Alba Longa. L'antico edificio, trasformato nel periodo medievale in roccaforte e successivamente occupato da civili abitazioni, oggi si può ammirare quasi nella sua totalità.
  • Anfiteatro; l'anfiteatro di Albano è l'unico rinvenuto nei Castelli Romani: appartenente o addirittura pre-esistente ai Castra Albana, forse vi si effettuarono anche dei martirii di cristiani, come si potrebbe evincere da due piccole cappelline cristiane dipinte ricavate nei loculi dei vomitoria. In età medioevale divenne, forse, una fortezza.
  • Cisternoni; è uno dei simboli di Albano, un'enorme cisterna di cinque navate grande 20x30 m. circa. Sottostante il complesso del Seminario annesso alla Chiesa di San Paolo, raccoglievano le acque di tre acquedotti provenienti da Malafitto e da Palazzolo. Sono stati in funzione (e sarebbero oggi ancora perfettamente funzionanti), dopo l'età romana, dal XVII secolo al 1880 per rifornire le civili abitazioni, e in seguito per l'irrigazione.
  • Sepolcro degli Orazi e dei Curiazi; attribuito agli Orazi ed ai Curiazi, protagonisti della leggandaria battaglia tra Roma ed Alba Longa, oppure ad Arunte figlio di Porsenna, morto nella battaglia di Aricia (509 a.C.), da altri addirittura a Gneo Pompeo Magno, è un complesso misterioso, copia in miniatura del sepolcro di Porsenna a Chiusi, posto sull'antico tracciato della via Appia verso Ariccia.

[modifica] Aree naturali

Per approfondire, vedi la voce Parco Regionale dei Castelli Romani.
Il Parco Comunale della Villa del Vescovo nella frazione di Cecchina.
Aree di verde pubblico nel comune di Albano Laziale

Una piccola parte del territorio comunale di Albano Laziale è inclusa nel perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani, ente di tutela ambientale regionale istituito nel 1984 dalla Regione Lazio nell'area dei Colli Albani. In origine, l'intero territorio comunale era situato all'interno del parco (legge regionale n° 2 del 13 gennaio 1984[44]), ma già il 28 settembre 1984 le aree assegnate al parco furono drasticamente ridotte[45], per ovvi motivi legati all'espansione edilizia futura dei centri abitati inclusi. Gli attuali confini del parco, stabiliti nel 1998, sono più vasti dei confini precedenti, e includono anche il centro storico e le sue propagini occidentali.[46]

Il verde pubblico urbano presente all'interno del centro storico e, in maniera minore anche nei centri abitati di Cecchina e Pavona, rende Albano uno dei comuni più verdi dei Castelli Romani. Soprattutto, al centro storico si segnala la presenza della vasta area verde del parco pubblico di Villa Doria-Pamphilj, e della pineta di Colle dei Cappuccini.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Evoluzione storica della popolazione
1951 14.406[47]
1982 28.125[48]
1986 28.705[49]
1991 31.107[50]
1996 32.280[51]
2001 33.473[52]
2002 33.822[53]
2003 34.332[54]
2004 34.806[55]
2005 36.022[56]
2006 37.