Acireale (Aciriali o Jaci in siciliano) è un comune di 52.858[1] abitanti in provincia di Catania, il più popoloso ed importante dopo il capoluogo. Di incerta origine, oggi l'impianto urbanistico è quello tipico delle città tardo-medievali della Sicilia. Sorge a metà della costa jonica siciliana a 15 km da Catania. I suoi abitanti si chiamano acesi (jacitani in siciliano). È sede della diocesi di Acireale.
[modifica] GeografiaLa città è stata costruita in un altopiano su di un terrazzo di origine lavica, chiamato la Timpa che, con i suoi 150 metri di altezza, la pone quasi a strapiombo sul mare Ionio. La costa, dove sorgono diverse borgate, è caratterizzata dalla scogliera di origine lavica. Vi è anche una certa ricchezza di sorgenti d'acqua e di verde e la zona circostante è coltivata, soprattutto ad agrumi. La popolazione è distribuita per poco più del 60% in città e la restante parte risiede nelle diverse frazioni, in un territorio molto antropizzato. Le dinamiche demografiche vedono un certo drenaggio di popolazione, dalla città alle frazioni ed anche ai comuni vicini, specie quelli di Aci Catena, Aci Sant'Antonio e Santa Venerina divenuti in parte periferia della città . Molto strette sono le relazioni con la vicina Catania, caratterizzati da pendolarismo sia per gli studi universitari che per ragioni di lavoro. Acireale è, dopo la città capoluogo, il comune più popoloso e importante della provincia di Catania e dell'Area metropolitana[2]. [modifica] Clima
[modifica] CollegamentiI collegamenti principali della città sono l'autostrada A18 che collega Messina a Catania e la stazione ferroviaria delle Ferrovie dello Stato con un traffico di treni a lunga percorrenza e d'interesse regionale verso Catania e Messina. Buona parte della viabilità nel territorio è su strade provinciali e sulla strada statale 114 (l'antica Via consolare Valeria). Esistono dei porti pescherecci a Pozzillo, Santa Tecla, Santa Maria La Scala, Stazzo e Capomulini questi ultimi due sono anche piccoli porti turistici. [modifica] MobilitÃIn città esiste un servizio di mezzi pubblici, ma essi sono sottoutilizzati e la mobilità locale è affidata prevalentemente ai mezzi privati. Esiste un servizio di bus verso Catania, i comuni limitrofi, ed alcune destinazioni nazionali. [modifica] Storia[modifica] ToponimoIl nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui vi era posto per una divinità chiamata Aci. Questi era un pastore di cui si innamorò Galatea, di cui a sua volta era innamorato il ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal sangue del pastore nacque un fiume[3] chiamato Akis dai greci, oggi "scomparso" sottoterra, ma che riaffiora come sorgente nei pressi di Santa Maria la Scala in una sorgente chiamata " u sangu di Jaci" ( il sangue di Aci)[4]. Il nome della città ha subito dunque una lenta evoluzione: diventò Jachium sotto i bizantini, Al Yag con gli arabi e quindi Aci d'Aquila (o Aquilia) con gli spagnoli. Nel XIV secolo la città si stabilì nel territorio attuale (prima sorgeva nei pressi del castello di Aci, oggi Acicastello) con il nome di Aquilia Vetere prima, e di Aquilia Nuova in seguito. Il nome Acireale fu attribuito alla città , secondo la tradizione, da Filippo IV di Spagna solo nel 1642[5].
Si narra che Acireale e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, una misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti Virgilio e Ovidio fecero risalire il mito della fondazione alla storia d'amore tra Galatea e Aci, ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo. In epoca romana nello stesso territorio nacque una città chiamata Akis, e che storicamente partecipò alle guerre puniche. Nel Medioevo il borgo si consolidò attorno al castello di Aci e solo nel Trecento una decina di nuclei familiari si spostò più a nord, dove nacque Aci Aquilia o Aquilia Nuova, primo punto stabile dell'odierna città . Il Cinquecento fu importantissimo per Aquilia Nuova, dove si consolidò un forte ceto mercantile che portò una notevole ricchezza alla città e si insediarono diverse corporazioni ed ordini religiosi lasciando una impronta indelebile tanto chee ancora oggi spesso viene citata come «la città dalle cento campane».
Nel 1528 l'imperatore Carlo V la eresse a comune. Nel Seicento, il territorio di Aquilia perse molti territori (divenuti universitas, cioè città ) ma ottenne il nome odierno, grazie all'intervento del re Filippo IV nel 1642. L'11 gennaio 1693 la città fu distrutta dal terremoto, che sconvolse tutta la Sicilia sud-orientale. Nel 1848 fu uno dei principali centri dei moti in Sicilia. Nel 1873 con l'apertura dello stabilimento termale S. Venera e l'inaugurazione dell'annesso Grand Hotel des Bains Acireale divenne un centro termale di una certa notorietà . [modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti [modifica] Luoghi d'interesse
[modifica] Piazza del DuomoIl centro di Acireale è la Piazza del Duomo, su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti della città , tra cui la Chiesa Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo del Comune, il Palazzo Modò. La Cattedrale è dedicata a Maria Santissima Annunziata, ma è comunemente attribuita al culto di Santa Venera, la patrona. L'impianto originale risale al XV secolo ed è stato rimaneggiato nei secoli successivi. All'interno si trovano opere di Pietro Paolo Vasta, Antonio Filocamo, Giuseppe Sciuti, Francesco Patané, Vito D'Anna e Giacinto Platania.
La Basilica dei Santi Pietro e Paolo fu costruita nel 1550 e ricostruita nel 1608. Ha un prospetto barocco, progettato da Vasta nel 1741. Il campanile è del XIX secolo; un secondo campanile, pur se progettato non venne mai realizzato. L'interno, a navata unica, fu ristrutturato dopo il terremoto del 1818. Vi si trovano alcune tele del Vasta, di Giacinto Platania ed una statua del Cristo alla Colonna, di autore ignoto, molto venerata in città e tradizionalmente portata in processione ogni 70 anni. La Loggia Giuratoria o Palazzo del Comune, di chiaro impianto scenografico barocco, fu progettata dopo il 1640, rimaneggiata nel XVIII secolo e danneggiata dai terremoti nel 1783 e 1818. Da ammirare i mascheroni, le mensole che reggono le balconate, e le opere in ferro battuto e il balcone ad angolo. All'interno, vi è una esposizione di divise militari d'epoca. Il Palazzo Modò (ex Teatro Eldorado) è un palazzo, che non prospetta direttamente sulla piazza ma ne è defilato. Della originaria struttura rimangono due balconi con reggimensole baroccheggianti, dei mascheroni ed il nome del teatro Eldorado, realizzato al suo interno nel 1909 ed attivo sino al primo dopoguerra. [modifica] Centro storicoNel centro storico vi sono altri palazzi, chiese e monumenti di grande interesse. La Biblioteca e Pinacoteca Zelantea è un'istituzione del XVII secolo, ospitata in un palazzo neoclassico realizzato nel XIX secolo dall'Ingegnere Mariano Panebianco, che raccoglie alcune collezioni d'arte e di testi antichi. È visitabile su richiesta al personale. La Basilica Collegiata di San Sebastiano è la chiesa più importante di Acireale, dichiarata monumento nazionale. Realizzata a partire dal Settecento, presenta una facciata a più ordini, preceduta da una balaustra. L'interno è ricco di affreschi di Paolo Vasta. La Chiesa di Sant'Antonio da Padova è la più antica chiesa della città , forse l'unica che risale al periodo di Aquilia Nuova. Rimaneggiata nei secoli, anche a causa dei terremoti, conserva un bel portale in stile gotico. La chiesa era inizialmente intitolata a san Sebastiano e sede dell'antica confraternita dedicata al santo. Solo dopo la costruzione della nuova chiesa di San Sebastiano, venne dedicata al culto di sant'Antonio. Al suo interno si possono ammirare affreschi e tele di Alessandro e Pietro Paolo Vasta. Lo stesso Paolo Vasta, mentre lavorava al suo interno, colto da malore cadde da una impalcatura subendo l'incidente che gli costò la paralisi. La Chiesa di Santa Maria del Suffragio appare quasi asimmetrica rispetto alla strada ed ha la facciata rivolta al mare. Tradizionalmente la necessità della costruzione della chiesa è attribuita alle mogli dei pescatori, che poco abbienti si trovavano a disagio nelle ricche e sontuose chiese frequentate dalla nobiltà cittadina. La chiesa fu realizzata nel XVII secolo. L'interno è ricchissimo di affreschi, tra cui Il Mistero dell'Eucaristia di Pietro Paolo Vasta sulla volta. La Chiesa di San Camillo ha una facciata esterna molto scarna, ma è riccamente decorata all'interno. Realizzata nel 1621 a navata unica, fu affrescata da Paolo Vasta con le Storie del Vecchio Testamento con soggetto femminile e, per questo, definita da alcuni come la Chiesa delle Donne. Il Corso Umberto è il passeggio della città , via lungo la quale prospettano i diversi palazzi nobiliari. Svoltando a sinistra, dopo circa 350 m, si arriva in Piazza Garibaldi (detta 'la piazzetta', dagli acesi), dove è collocata al centro la statua dedicata ai caduti dello scultore acese Michele La Spina. Inoltre nel lato ovest della piazza prospetta il Teatro Maugeri, molto in voga negli anni Sessanta. Proseguendo in Corso Umberto, per altri 500 m, si raggiunge Piazza Indirizzo, dove sulla destra si trova l'ingresso alla Villa Belvedere, inaugurata nel XIX secolo e nel lato a nord il prospetto della Chiesa dell'Indirizzo, in stile neoclassico. Sono di minore importanza i palazzi nobiliari Musumeci (con portale d'ingresso in pietra lavica scolpita) e Calanna e le chiese di San Biagio, Santa Maria degli Angeli, dellla Madonna del Carmelo nel quartiere Carmine, San Domenico, San Filippo Neri, Santo Rocco, Maria Santissima Odigitria e Maria Santissima Maddalena. Altre chiese si trovano dislocate nei vari quartieri del Comune e il numero totale giustifica l'appelativo di città dai cento campanili. [modifica] Periferia
L'ingresso delle terme di Santa Venera nel 1921.
Alla periferia sud si trovano le terme di Santa Venera. Costruite in stile neoclassico, sorgono all'interno del giardino inglese. Furono inaugurate nel 1873 dal barone Agostino Pennisi di Floristella e nel 1951 vennero acquisite dalla Regione Siciliana. Le terme sfruttano le stesse acque sulfuree-salso-bromo-iodiche, che venivano tradizionalmente utilizzate dai Greci e poi dai Romani, provenienti dalla zona delle antiche terme Xiphonie. A fianco delle terme, per accoglierne gli ospiti, era sorto il Grand Hotel des Bains in stile liberty ; in esso soggiornò Richard Wagner e nella piscina posta all'interno del parco venne girato il film Palombella rossa di Nanni Moretti. Di più recente costruzione sono gli impianti delle Terme di Santa Caterina (anni '80) siti nell'omonima borgata. La frazione di Santa Caterina, separata dalla statale e dalla ferrovia dal centro cittadino, si sviluppa in posizione panoramica a picco sul mare. La presenza della frazione è attestata partire dal XVII secolo. La chiesa dedicata a Santa Caterina d`Alessandria d`Eggitto risale al XVIII secolo. Nella provinciale per Santa Tecla si trova la chiesa del Presepe (detta anche chiesa di Santa Maria della Neve), dove è possibile ammirare un presepe del Settecento. L'edificio, edificato nell'antro di una grotta lavica nel 1752, espone all'interno una tela di Vito D'Anna. Altro luogo caratteristico sono le chiazzette una antica trazzera (stradina) che a zig-zag conduce al mare di Santa Maria la Scala e dove si trova la seicentesca Fortezza del Tocco. Il Santuario di Maria Santissima di Loreto si trova su un'altura ad est della città . Venne edificato a partire dal 1548 dall'eremita Giovanni Maccarrone. La struttura ha la pianta quadrangolare, come dal modello della Casa Santa di Loreto. All'interno affreschi di Paolo e Alessandro Vasta e di Matteo Ragonisi. [modifica] Espansione ediliziaL'espansione edilizia della città si è rivolta prevalentemente verso nord, dove il centro urbano del XIX secolo è stato raddoppiato in termini di superficie. Negli ultimi decenni del XX secolo gli interventi di edilizia popolare e residenziale hanno portato all'intensa urbanizzazione dell'area di San Cosmo (o, più correttamente, San Cosimo) dove già esisteva un piccolo borgo già attestato nel XVII secolo e ormai completamente inglobato nella periferia cittadina. Altre zone di sviluppo sono poste ad ovest, nella zona del Santuario di Loreto, (in siciliano U Litu) e delle frazioni di Balatelle (Balateddi) e Piano d'Api. [modifica] FrazioniAci Platani, Balatelle, Capo Mulini, Guardia, Mangano, Pennisi, Piano d'Api, Pozzillo, Santa Maria la Scala, Santa Tecla, Santa Maria degli Ammalati, Santa Maria delle Grazie, Santa Caterina, Santa Maria la Stella (condivisa con il comune di Aci Sant'Antonio), San Giovanni Bosco, Scillichenti, Stazzo. [modifica] AmbienteNel territorio di Acireale ricade l'area in cui sorgeva il bosco d'Aci, oggi ridotto solamente alle frazioni di Santa Maria degli Ammalati e San Giovanni Bosco. Un tempo si estendeva in tutta la zona orientale dell'Etna e ospitava soprattutto querce e castagni. Claudiano lo citò nel mito del ratto di Proserpina e durante la dominazione romana era conosciuto come rifugio per i briganti. Disboscato a partire dal Quattrocento per ricavarne legname, si è ulteriormente ridotto per far spazio alle costruzioni cittadine.
[modifica] CulturaLa città era cresciuta come nella seconda metà del XIX secolo come "Città degli studi" in quanto vi era un patrimonio di diversi collegi e istituti di istruzione superiore che oggi, in assenza di un polo universitario, può considerarsi perduto. [modifica] Musei
[modifica] ManifestazioniLa prima manifestazione di grande rilievo che si svolge ogni anni ad Acireale è la Festa di San Sebastiano, il 20 gennaio. La festa religiosa consiste in una processione che parte in mattinata dalla Basilica con in testa la statua di San Sebastiano e si sposta per la città toccando i quartieri storici e quelli più moderni.
A febbraio, è il turno del Carnevale, considerato una naturale continuazione della festa religiosa. La festa è considerata tra le più importanti della Sicilia ed è abbastanza conosciuta anche in Italia. Il primo carnevale di cui si abbia notizia si tenne nel 1594 e si è proseguita la tradizione ogni anno, salvo nei periodi bellici e dopo il terremoto del Val di Noto. Oggi è accompagnato da una competizione per i carri allegorici, infiorati e in miniatura più belli.
[modifica] Miti e leggendeAd Acireale alla storia si affianca spesso la leggenda, soprattutto nel mito della fondazione. Tra le leggende Aci e Galatea, l'avventura di Ulisse contro il ciclope Polifemo, un bosco nato dalla vendetta di Zeus contro dei giganti ed una leggenda sulla fuga dell'esercito Cartaginese davanti ad una colata dell'Etna.
[modifica] Personalità illustriLa città ha dato i natali a diverse personalità importanti.
[modifica] Mass mediaAcireale è sede delle emittenti televisive locali REiTV (Canali 63, 67, 69), Teleradio Acireale (Canale 44) e Canale 9 (Canale 64) e delle emittenti radio Radio Aci Broadcasting (FM 98,1 - 98,3 - 98,4 - 99,6 - 102,5 Mhz), Radio Digital Sound (ex Studio Aquilia Sound) (FM 95,9 - 96,4 - 100,8 - 101 Mhz) e Radio Etna Espresso (FM 100,2 - 100,5 - 105,7 Mhz). In città si pubblicano il settimanale Il Gazzettino del Sud, "Akis" e il quindicinale cattolico "La voce dell'Jonio". [modifica] Cinema
Acireale ha ospitato il set di alcuni importanti film:
[modifica] GastronomiaLa granita, ottimo alimento rinfrescante dall'afa estiva ad Acireale è considerato quasi un rito. Nato probabilmente dalla tradizione dei «nevaroli» che dall'Etna trasportavano la neve sino in riva al mare, quando ancora non esisteva il frigorifero, in città l'invenzione della granita è attribuita a Francesco Procopio dei Coltelli un ingegnoso trezzoto che con il café «le Procope» fece successo nella Parigi del XVII secolo. Generalmente viene servita nella sua ricetta di base al gusto di mandorla ed accompagnata da brioche. Un altro alimento tipico dell'estate acese è il seltz con limone e sale, venduto dai numerosi chioschi che si trovano per le vie della città . Inoltre, è rinomata la pasticceria, che ha nelle zeppole di riso con miele (definite anche crispelle di San Giuseppe in altri comuni), nei cannoli ripieni con crema di cioccolato, crema o ricotta, nei prodotti di pasticceria mignon e nella gelateria artigianale le sue punte di diamante, e la tavola calda con prodotti freschi di forno (arancini, "cartocciate", "cipolline" ecc.) nonché prodotti da colazione dolci (cornetti, panzerotti, "raviole" con ripieno di ricotta, "iris" con ripieno di crema di cioccolato o crema) . Nelle borgate marinare vi sono molti ristoranti che propongono menu a base di solo pesce fresco. [modifica] CuriositÃ
[modifica] Economia
Acireale fu un forte centro economico, culturale ed artistico nei secoli successivi al XVI, destinata a scontrarsi e rivaleggiare, oltre che con la vicina Catania, anche con i centri di Messina e Palermo. Le sue fiere che richiamavano mercanti da diverse parti ed i privilegi spettanti dalla demanialità favorirono l'afflusso dei capitali e l'affermarsi di un forte ceto mercantile. Tuttavia la sua storia, come quella di molte altre città , si caratterizzò per una serie di crisi, dovute a catastrofici eventi naturali o cause economiche e da rinascite vigorose, caratterizzate anche dalla tenacia e lungimiranza dimostrata dai propri avi come in occasione delle diverse riacquisizioni della demanialità e la costituzione della diocesi. Rimasta in bilico più tempo fra centro locale e la possibilità di fare il salto ed affermarsi a quarto polo urbano, culturale ed economico dell'isola, soffre oggi di una incerta collocazione anche a causa della crisi dell'agrumicoltura, su cui basava parte del proprio successo economico e di uno stentato passaggio ad una vocazione più turistica e commerciale. Le attività economiche principali sono il turismo, la ristorazione e l'edilizia. Sono sviluppate anche le attività commerciali, specie nel settore automobilistico che si è affermato a partire dalla seconda metà degli anni '90. Nel settore primario sono importanti sia l'agricoltura che la pesca, inoltre sono sviluppate le attività di produzione di semipreparati e quelle connesse con la conservazione e la commercializzazione della produzione. Attività marginali sono l'imbottigliamento di acque minerali (Acqua Pozzillo) ormai dismessa e di bevande in genere. Il centro cittadino offre i principali servizi amministrativi, finanziari e commerciali negli standard di una grossa città di provincia. L'acquedotto comunale garantisce la fornitura continua (grazie anche alla relativa ricchezza di sorgive nel territorio), mentre è incompleta la metanizzazione delle frazioni. La città appare immune dal controllo mafioso, mentre in realtà il problema esiste, essendo la macro-criminalità infiltrata spesso nei diversi settori produttivi, sociali, finanziari e politici che alcune in alcuni casi si mostrano compiacenti in altri sottomessi. Il problema della microcriminalità è invece di scarsa rilevanza. Dal 1999 la costituzione di un comitato per l'istituzione della provincia di Acireale ha dato voce ad una delle aspirazioni che insieme alla costituzione di una università ed a quella della Diocesi (quest'ultima però realizzata) sono ambite da quasi due secoli dagli acesi. [modifica] Amministrazione comunaleSindaco: Antonino Garozzo (Forza Italia) dal 18/06/2004 [modifica] Gemellaggi
[modifica] SportLo sport più seguito è il calcio. La prima squadra è l'Acireale Calcio, che in passato ha preso parte a due campionati in Serie B (1993-94 e 1994-95) e diversi in Serie C. Dopo il fallimento dell'estate 2006, milita in Eccellenza. Altri sport praticati sono il basket, con la squadra maschile della Polisportiva Basket Acireale, che milita nel campionato nazionale di serie C dilettanti, e quelle sia maschili che femminili del Basket San Luigi Acireale; la pallavolo con l'Aquilia Acireale; la pallamano con la Società Sportiva Pallamano Acireale; la pallanuoto con la Polisportiva Pozzillo Acireale (ricordata dal regista Nanni Moretti nel film Palombella rossa) e la Polisportiva Acese, nel 2007 tornata in serie B; il calcio a 5; il pattinaggio con l'Unione Sportiva Galatea. La città vanta una solida tradizione anche nella scherma: nell'aprile 2008 ad Acireale si sono svolti i campionati mondiali categoria juniores e cadetti. [modifica] Impianti sportiviQuasi tutti gli sport sono praticati in città , pur con alcune difficoltà dovute alla carenza di strutture sportive. Vi sono due palazzetti dello sport: uno da circa 6.000 posti[senza fonte] ed uno con capienza di 1.200 spettatori[senza fonte]. Lo Stadio Tupparello è dotato di campo in erba, pista di atletica ed è omologato per 6.800 posti a sedere. Dispone, inoltre, di un campo di calcio regolamentare, dotato di tribune per circa 3.000 spettatori, in terra battuta, vari campi di calcio a 5 o pallamano con tribunette. Infine, Acireale possiede diverse palestre scolastiche, una pista di pattinaggio regolamentare ed una piscina di pallanuoto con tribuna da 400 spettatori, inaugurata nel 1977, in occasione della gara decisiva per la promozione della Pozzillo nella serie B di pallanuoto maschile. [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
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